Emittenza televisiva, regione Veneto risponde a sen. Endrizzi: “all’opera fin dal 19 maggio 2021”

Emittenza televisiva
Emittenza televisiva

“La Regione Veneto non si è assolutamente ‘girata dall’altra parte’, anzi”: in relazione alle dichiarazioni in materia di emittenza televisiva rilasciate dal Senatore Giovanni Endrizzi, la Regione del Veneto replica così e continua. “Basti pensare che l’Istituzione regionale è attiva fin dal 19 maggio 2021, quando, con nota del Presidente Zaia, aveva evidenziato al Governo le criticità legate anche agli FSMA utilmente collocati in graduatoria, ottenendo un primo risultato già a metà giugno: non soltanto l’impegno da Rai Way di garantire alle emittenti Venete ‘pari ed equivalente ricevibilità ai programmi delle televisioni locali’, ma soprattutto l’avvio di un tavolo tecnico che a tale assunto darà concreto sviluppo operativo e nel quale ci si confronterà per evitare una insopportabile discriminazione.

Chi polemizza, forse non è consapevole che la liberazione della banda di frequenza 700 MHz è stata stabilita con la Decisione 2017/899 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 maggio 2017 relativa all’uso della banda di frequenza 470-790 MHz nell’Unione e che la suddivisione dello spettro radioelettrico è disciplinata dagli accordi internazionali e dalle risultanze della Conferenza di Ginevra 2006. Sulla base di tale quadro giuridico per l’area adriatica lo Stato Italiano ha sottoscritto gli accordi internazionali frequenze TV in banda UHF con Slovenia, Croazia, Montenegro, Grecia in data 3 ottobre 2017

Semmai bisogna guardare a chi, con legge del 27 dicembre 2017, n. 205, ha di fatto escluso qualsivoglia competenza alle Regioni e dato avvio ad un processo che, nel caso del Veneto, per le sue condizioni orografiche e di vicinanza ad altri stati esteri, assume rilievi potenzialmente molto gravi.

Sorprende il non saper leggere che tale affermazione trova conferma nel comma 1030 dell’art. 1 della già citata legge205/2017 che dispone che sia l’Autorita’ per  le  garanzie  nelle comunicazioni ad  adottare “il  piano  nazionale  di  assegnazione   delle frequenze da destinare al  servizio  televisivo  digitale  terrestre, denominato PNAF 2018,  considerando  le  codifiche  o  standard  piu’ avanzati per consentire un  uso  piu’  efficiente  dello  spettro,  ed utilizzando per la pianificazione in ambito locale il criterio  delle aree tecniche. Al fine di escludere interferenze nei confronti di Paesi radioelettricamente confinanti,  in   ciascuna   area   di coordinamento definita dagli accordi internazionali sottoscritti  dal Ministero dello sviluppo economico  e  dalle  autorita’  degli  Stati confinanti in attuazione della decisione (UE) 2017/899, del 17 maggio 2017,  di  cui  al  comma  1026,  sono  oggetto   di   pianificazione esclusivamente  le  frequenze  attribuite  all’Italia  dagli  accordi stessi.”

In Regione Veneto la regola prima è lavorare – anche sulla questione emittenza televisiva -, e alle interrogazioni si preferiscono i tavoli tecnici dove ci si rimbocca le maniche per risolvere i problemi”.