Episodi a Belluno e a Vicenza, Filt Cgil: “Autisti non capri espiatori di un sistema che non regge”

73
Belluno e Vicenza, Filt Cgil: “Autisti non siano capri espiatori"

Dopo i gravi episodi di Belluno e Vicenza nel trasporto pubblico locale, Filt Cgil e Cgil Vicenza chiedono interventi strutturali. Il sindacato denuncia carenze di personale, turni massacranti e mancanza di investimenti, respingendo la “strumentalizzazione” politica e la trasformazione degli autisti in capri espiatori.

Due episodi gravi nel giro di pochi giorni hanno riacceso il dibattito sul trasporto pubblico locale in Veneto: prima un minore fatto scendere da un pullman a Belluno, poi uno studenbte 15enne con disabilità lasciato sotto la pioggia a Vicenza. Fatti che hanno suscitato indignazione e che, secondo Filt Cgil e Cgil Vicenza, non possono essere ridotti a responsabilità individuali.

Belluno e Vicenza, Filt Cgil: “Autisti non siano capri espiatori”

In una nota firmata dalla segretaria generale della Filt Cgil Vicenza, Giovanna Manuzzato, e dal segretario generale della Cgil Vicenza, Giancarlo Puggioni, il sindacato interviene per chiarire la propria posizione. “Non si può chiedere agli autisti di governare da soli un servizio pubblico che soffre di carenze strutturali”, si legge nel comunicato.

Secondo il sindacato, il trasporto pubblico locale veneto – con l’eccezione di Padova, dove è prevista una compartecipazione degli enti locali – sarebbe finanziato esclusivamente dallo Stato, senza contributi diretti della Regione o di altri enti territoriali. Una situazione che, unita a carenze organizzative, avrebbe prodotto un sistema fragile.

Carenze strutturali e condizioni di lavoro

Filt Cgil denuncia una carenza cronica di personale, sia tra gli autisti sia tra i controllori, turni definiti “massacranti” e livelli di sicurezza insufficienti. In queste condizioni, afferma il sindacato, è “irrealistico e profondamente ingiusto” trasformare ogni criticità in un errore del singolo lavoratore.

Gli episodi di Belluno e Vicenza, dunque, vengono letti come “spie d’allarme” di un sistema che non regge più. A ciò si aggiunge il tema delle aggressioni: insulti, minacce e violenze che – sottolinea la Cgil – colpiscono quotidianamente chi lavora sui mezzi pubblici.

Le richieste del sindacato

Filt Cgil e Cgil Vicenza chiedono un intervento immediato delle istituzioni per rivedere l’organizzazione del servizio, un piano strutturale di investimenti, assunzioni stabili e formazione adeguata, oltre a condizioni di lavoro dignitose.

“Il trasporto pubblico è un servizio essenziale, non solo un costo”, ribadiscono Manuzzato e Puggioni. La responsabilità, secondo il sindacato, deve tornare nelle mani di chi governa e finanzia – o dovrebbe finanziare – il sistema. E la politica, concludono, dovrebbe evitare di fare propaganda su problemi che non sono nuovi ma strutturali.