Ex banche venete e costituzioni parti civili vane e costose, avv. Luigi Fadalti risponde a Roda e “punge” su Fir, KPMG, PWC e Intesa

1988
Ex banche venete, l'avv. Luigi Fadalti risponde sulle costituzioni di parte civile
Ex banche venete, l'avv. Luigi Fadalti risponde sulle costituzioni di parte civile
Azzerate da banche venete: Maria Teresa Roda, una tra decine di migliaia
Azzerate da banche venete: Maria Teresa Roda, una tra decine di migliaia

Gentile direttore, in riscontro alla sua richiesta, per quanto riguarda le doglianze della sig.ra Maria Tersa Roda (“Lettera di Maria Teresa Roda, una tra azzerati ex banche venete, a legali e associazioni per costituzioni vane e con costi come parti civili nei processi“, ndr), da me peraltro non assistita, posso rispondere ovviamente solo per quanto riguarda il mio studio:

  1. ho sempre affermato, con estrema chiarezza, che la costituzione di parte civile nei diversi procedimenti penali a carico del rag. Consoli e delle persone con lui concorrenti aveva (e ha) la funzione di sostenere attivamente l’accusa e di giungere ad una sentenza secondo giustizia, ma che non si sarebbe mai ottenuto un ristoro del danno, essendo del tutto evidente l’incapienza del patrimonio dei singoli;
  2. nel processo già radicato a Roma e poi trasferito per competenza territoriale a Treviso ho provveduto a una nuova costituzione di parte civile, raccogliendo la sottoscrizione degli interessati, senza maggiori spese. Sono stato presente a tutte le udienze, ho contribuito all’istruttoria dibattimentale e sono intervenuto nella discussione finale. Altri difensori (non v’erano costituzioni di parte civile di assistiti dell’avv. Calvetti), pur rappresentando sulla carta molti risparmiatori, hanno brillato per la loro costante assenza;

3. ho proposto, senza pretendere alcun onorario, la dichiarazione dello stato di insolvenza di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza (le ormai ex banche venete, ndr), che costituisce il necessario presupposto per l’accertamento di eventuali reati di bancarotta: sino alla mia iniziativa nessuno si era attivato, neppure la Procura della Repubblica;

4. ugualmente sono intervenuto, ancora senza chiedere nemmeno la rifusione delle sole spese vive, nei giudizi di responsabilità promossi avanti al Tribunale di Venezia nei confronti di amministratori e dirigenti apicali di Veneto Banca e di Banca Popolare di Vicenza;

5. ho azionato avanti al Tribunale di Milano due distinte azioni risarcitorie nei confronti di KPMG S.p.A. e PWC S.p.A., revisori dei conti rispettivamente di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca: radicatosi a Roma il processo penale a carico di Alessandra Mingozzi, responsabile della revisione contabile di Veneto Banca, ho provveduto a richiedere la citazione in giudizio di PWC quale responsabile civile e conseguentemente a trasferire nel giudizio penale l’azione civile più sopra descritta;

6. ho con sistematicità provveduto a inviare diffide al fine di evitare la prescrizione di altre e possibili azioni giudiziarie e nei prossimi giorni provvederò a prendere contatti con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vicenza al fine di conoscere se e quali iniziative intendano assumere nei confronti di KPMG S.p.A.

Ritengo, peraltro, ragionevolmente che non si sarebbe mai arrivati al FIR senza le descritte iniziative.

Sento ora favoleggiare di improbabili iniziative giudiziarie nei confronti di Banca Intesa relative a un imprecisato “ingiustificato arricchimento”: mi permetto di esprimere le più grandi riserve su siffatta prospettazione che – a mio avviso – è priva di alcun fondamento giuridico.

avv. Luigi Fadalti