Indagato Benetti, consigliere regionale di Fdi: avrebbe sabotato i manifesti dell’avversario interno Moretto

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Mattia Moretto e Fabio Binetti

Il neoeletto consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Fabio Benetti, è indagato dalla Procura di Rovigo per attentati contro i diritti politici del cittadino. L’accusa ipotizza il sabotaggio sistematico dei manifesti elettorali di un suo compagno di partito, Mattia Moretto, attuale presidente del consiglio comunale del capoluogo polesano.

I fatti risalgono all’ultima giornata utile prima del voto per le regionali del 23 e 24 novembre scorso. Secondo gli inquirenti, il logo del Partito Democratico sarebbe stato incollato sopra quello di Fratelli d’Italia sui poster di Moretto, con l’obiettivo di disorientare l’elettorato di destra proprio a ridosso dell’apertura delle urne.

La manomissione dei manifesti è stata documentata non solo nel capoluogo, ma in numerosi centri della provincia polesana. Le segnalazioni riguardano comuni come Adria, Badia, Lendinara e Castelmassa, dove i poster dell’esponente di FdI apparivano improvvisamente “trasformati” in materiale del centrosinistra nel momento decisivo della campagna elettorale.

Il successo di Benetti, approdato a Palazzo Ferro Fini dopo la nomina in giunta di Valeria Mantovan, è maturato con uno scarto minimo. Il neoconsigliere ha infatti superato Moretto per soli 67 voti, una differenza che rende ancora più delicato il peso del presunto sabotaggio messo in atto per danneggiare l’avversario interno.

L’inchiesta, partita dalla denuncia di Moretto, ha portato a perquisizioni e sequestri di materiale informatico operati da Carabinieri e Digos. Gli investigatori hanno analizzato le telecamere stradali per identificare i responsabili materiali dell’affissione abusiva dei loghi del PD sui manifesti dell’esponente della destra rodigina.

Mentre Mattia Moretto mantiene il massimo riserbo data la natura preliminare delle indagini, il consigliere regionale Benetti ha respinto ogni accusa tramite il suo legale. Il consigliere regionale si è dichiarato totalmente estraneo ai fatti, attendendo che l’iter giudiziario chiarisca le responsabilità in questa vicenda che scuote la maggioranza veneta.