Indetto lo stato di agitazione, questi lavoratori sono pronti a scendere in piazza con un sit-in in cui si contesteranno, tra le altre cose, turni di lavoro di 12 ore consecutive, livelli di contratto non adeguati ed obblighi di servizio non corrispondenti alle loro prerogative. La situazione – spiegano i sindacalisti Carmelo Cosentino ed Anna Amoruso della Segreteria Fesica Confsal del comparto della vigilanza privata – è molto grave perché ci sono anche addetti, non si comprende a quale titolo del servizio fiduciario, costretti a lavorare tante ore con una paga del livello ‘F’ dichiarata incostituzionale; sono gli stessi che durante la pandemia sono stati obbligati a misurare le temperature corporee o svolgere servizi per i quali non hanno alcun inquadramento a termini di legge“.

La Fesica Confsal, dopo aver inviato in precedenza svariate note per sottolineare le irregolarità ed i ritardi nell’inquadramento delle guardie giurate, ha scritto nuovamente alle aziende coinvolte diffidandole nel condurre certi atteggiamenti illegittimi e ad adempiere “nell’immediatezza alla regolarizzazione di compensi e condizioni organizzative-lavorative“.

Non vengono nemmeno rispettatiti i criteri di un Contratto collettivo del lavoro scaduto da sei anni – continuano Cosentino e Amoruso -. Come Federazione abbiamo comunque informato il Prefetto con una serie di comunicazioni e richiesto un incontro ma, ad oggi, attendiamo ancora risposte. Anche per questo, visto il protrarsi dei tempi, probabilmente ci recheremo sul posto a chiedere udienza personalmente“.

In attesa di un ipotetico riscontro, il sindacato si riserva di fare valere ogni diritto e di “intraprendere azioni di mobilitazione che potrebbero causare discontinuità nel regolare svolgimento dei servizi da garantire”.

Adesso i lavoratori sono stanchi anche se a protestare sono gli stessi che per onorare comunque il servizio si sono ‘accollati’ turni pesanti, con riposi e ferie negate. In difesa del posto di lavoro, quanto a coloro che non sono stati rinnovati in un momento così particolare in cui aumentano i prezzi della benzina e di prima necessità, siamo pronti a fare il massimo per farci sentire in ogni sede“, concludono i segretari Fesica Confsal di Vicenza e Veneto Anna Amoruso e Carmelo Cosentino.