
Sedici comunità etniche cattoliche, unite in un unico momento di preghiera e condivisione, si ritroveranno domani, martedì 6 gennaio 2026, alle 10 e 30 in Cattedrale a Vicenza per la “Festa dei popoli“. La solennità dell’Epifania sarà celebrata dalla Diocesi berica con la solenne Eucarestia presieduta dal vescovo Giuliano Brugnotto e curata dall’Ufficio diocesano Migrantes.
Il tema scelto per l’edizione 2026, ”Migranti missionari di speranza”, si pone in ideale continuità con il magistero pontificio, legando il messaggio di Papa Francesco a quello di Papa Leone. Al centro della riflessione ci sarà il dramma delle migrazioni forzate causate dai conflitti mondiali.
”Desideriamo sottolineare come, purtroppo, le guerre continuino, così come la produzione e l’uso delle armi” spiega Sérgio Durigon, delegato vescovile per la pastorale dei migranti. ”Papa Leone sottolinea come, nonostante molti cuori siano pronti alla pace, pervada un senso di impotenza di fronte a eventi sempre più incerti”.
La celebrazione di quest’anno assumerà un significato particolare con il ricordo di Luciano Carpo, vice-delegato dell’Ufficio Migrantes scomparso recentemente. Carpo sarà commemorato per il lungo impegno nel promuovere un’informazione corretta sul fenomeno migratorio e per il costante dialogo avviato con le scuole di tutta la provincia.
”La situazione mondiale ci porterebbe a guardarci con sospetto, ma come cristiani siamo chiamati a essere un segno di comunione” ha dichiarato Giuliano Brugnotto. ”L’appuntamento con le comunità migranti ci immerge in forme gioiose e inusuali di celebrare l’Eucarestia, che ci aiutano a rinnovare la fede grazie alle tradizioni di fratelli e sorelle di altri Paesi”.
Il territorio berico conta oggi 16 Centri pastorali per migranti: una rete capillare che vede 7 presidi a Vicenza (per comunità filippine, ghanesi, nigeriane, romene, srilankesi, latinoamericane e ucraine), 3 a Bassano del Grappa, 2 a Schio e Valdagno, oltre ai centri di Costo di Arzignano e Creazzo. La Festa dei popoli rappresenta dunque il momento di massima sintesi di questa variegata realtà sociale e religiosa.

































