
Entro la fine di gennaio, la Provincia di Vicenza si doterà di un protocollo d’intesa ufficiale che definirà tempi e modalità degli interventi di posa della Fibra ottica nel Vicentino con l’obiettivo di limitare i disagi e i danni alle infrastrutture stradali dei comuni interessati.
Il provvedimento è frutto di un confronto voluto dal prefetto di Vicenza, Filippo Romano, che ha convocato nella sala Consiglio della Provincia venti sindaci vicentini e i referenti delle società Fiber Cop e Open Fiber.
I primi cittadini, coordinati dal sindaco di Grumolo delle Abbadesse Andrea Turetta, si erano rivolti proprio al Prefetto per rappresentare le criticità legate alla posa dei cavi, chiedendo un’intermediazione decisa con le ditte esecutrici.
“L’incontro è stato molto utile perché ha affrontato un problema che molte amministrazioni stanno vivendo”, ha sottolineato il presidente della Provincia Andrea Nardin. “Quotidianamente constatiamo disagi legati ai cantieri di posa della fibra, con conseguenze sulla sicurezza e la qualità delle infrastrutture locali. Siamo costretti ad intervenire con risorse dei nostri bilanci, senza adeguato supporto né ristori”.
Nardin ha sintetizzato le necessità del territorio in tre punti cardine: “Avere il contatto diretto del direttore lavori, condividere la programmazione degli interventi per evitare scavi su strade appena asfaltate, e avere riferimenti normativi chiari su profondità di scavo e obblighi di ripristino. Queste tre esigenze verranno messe nero su bianco su un protocollo che il tavolo di oggi si è impegnato a sottoscrivere e, soprattutto, a rispettare”.
Il tema dei disagi non è nuovo a Palazzo Nievo. Già nell’aprile del 2024 il Consiglio Provinciale aveva approvato un ordine del giorno proposto dal consigliere Moreno Marsetti, oggi vicepresidente della Provincia e sindaco di Malo.
In seguito a quell’iniziativa, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, tramite Infratel Italia, aveva assicurato di aver richiesto ai concessionari “una maggiore comunicazione con i Comuni che devono essere coinvolti nelle attività preliminari, di realizzazione e di gestione della rete, venendo incontro alle esigenze puntuali che sorgano durante le lavorazioni”.
“Qualche risultato già allora lo avevamo raggiunto, anche se non per tutti i Comuni”, ha affermato Marsetti, presente all’incontro. “Ora serve definire una procedura chiara da parte di chi deve eseguire i lavori, condivisa con i Comuni, e un referente con cui interfacciarsi in caso di necessità”.
Secondo il vicepresidente, la partita riguarda soprattutto la tenuta del manto stradale: “I lavori di ripristino devono rispettare gli stessi standard di qualità che seguono le amministrazioni comunali, per evitare di dover intervenire con fondi nostri, ma soprattutto per garantire sicurezza alle nostre comunità”.


































