
È stata presentata ufficialmente ieri a Palazzo Ferro Fini la 540esima edizione della Fiera di Lonigo, lo storico appuntamento che dal 20 al 23 marzo 2026 trasformerà il cuore del Basso Vicentino nella capitale dell’agricoltura e dell’innovazione tecnologica.
Nata nel lontano 1486, la kermesse leonicena ha saputo attraversare i secoli evolvendosi da fiera del bestiame a vetrina d’eccellenza per l’agricoltura digitale. Un evento che oggi vanta numeri imponenti: 450 espositori, 7 mila metri quadrati coperti presso il Parco Ippodromo e ben 40 mila metri quadrati di area espositiva all’aperto che abbraccia tutto il centro storico.
Rucco: “Un punto di riferimento oltre i confini provinciali”
Il Vicepresidente del Consiglio regionale, Francesco Rucco, ha sottolineato il valore identitario della manifestazione:
“La Fiera di Lonigo affonda le proprie radici nella tradizione, religiosa e popolare, ma ha saputo crescere mettendo al centro zootecnia e innovazione tecnologica. Oggi l’agricoltura è diversa rispetto a secoli fa e bisogna stare al passo con i tempi. Non è solo un’occasione di scambi commerciali, ma un momento culturale significativo per tutto il Veneto.”
Un mese di eventi: eccellenze e novità per i più piccoli
Il sindaco di Lonigo, Pierluigi Giacomello, ha ricordato che la fiera è il perno di un intero mese di attività: “Lonigo presenta tutte le proprie eccellenze agricole, vitivinicole e artigianali. Invitiamo tutti a essere presenti dall’inizio di marzo fino a Pasqua”.
Tra le tante iniziative confermate spiccano la Mostra Scambio per gli appassionati di auto e moto d’epoca, “Lonigo in Fiaba” e il Buffalo Music Festival. La grande novità del 2026 sarà invece un’area interamente dedicata ai mattoncini Lego, pensata per coinvolgere i visitatori più piccoli.
Il cuore pulsante del Basso Vicentino
Per Pierluigi Marcolini, presidente del Consiglio comunale, la fiera rappresenta il “fiore all’occhiello” di un territorio che va oltre i Colli Berici, influenzando anche la Bassa Padovana e il Veronese. Un concetto ribadito da Riccardo Cavicchi (ATI Lonigo Expo), che ha evidenziato come la programmazione sia in grado di soddisfare un pubblico variegato, rendendo la fiera un motore di sviluppo locale imprescindibile.



































