On. Pierantonio Zanettin, ieri al Senato non è passato l’emendamento del Movimento 5 Stelle per il definitivo riparto dei 500 milioni residui del FIR.

Il contenuto dellemendamento a prima firma della Senatrice Guidolin del Movimento 5 Stelle, almeno in astratto, era condivisibile perchè poneva l’accento sul residuo dei fondi stanziati per il FIR, circa 500 milioni da ripartire tra i soci.

Cosa non ha funzionato a suo avviso?

Sono stati sbagliati  i tempi di presentazione e le modalità, in Commissione banche con la Presidente Ruocco avevamo individuato un metodo operativo bipartizan, con la creazione di un gruppo di lavoro, che peraltro avrei dovuto coordinare personalmente,  per individuare degli emendamenti condivisi da proporre al Governo, quella era la strada giusta per dialogare con il MEF ed ottenere davvero qualcosa, purtroppo la chiusura anticipata della legislatura non ci ha consentito di completare questo percorso.

Invece cos’è accaduto?

La senatrice Guidolin, che peraltro in questa legislatura non si è mai occupata di FIR,  ha presentato al Senato un emendamento al decreto Aiuti bis, a camere sciolte ed in assenza di una maggioranza di governo.

Come giudica questa iniziativa?

La considero un errore abbastanza grossolano, il Movimento 5 Stelle e la Senatrice Guidolin, che, come ripeto, in questa legislatura non si è certo distinta per le sue iniziative parlamentari, hanno cercato visibilità politica su un tema che interessa tanti cittadini, è stata una iniziativa velleitaria che si è conclusa malamente, spero che ora non ci siano strascichi negativi.

Cosa intende dire?

Spero almeno che l’emendamento alla fine sia stato ritirato dalla presentatrice e non bocciato con il parere negativo del Governo, in questo caso il parere negativo potrebbe influire negativamente su future analoghe iniziative.

Qualcuno paventa il rischio che i fondi residui vengano dirottati altrove, può rassicurare i risparmiatori su quest’aspetto?

Bisognerà vigilare attentamente nei prossimi mesi.

In teoria non si può escludere.

Ma sarebbe un autentico scippo ai danni dei risparmiatori.

Quei fondi non provengono dalla fiscalità generale, ma dai conti dormienti, quindi dal sistema bancario.

Della destinazione del residuo di 500 milioni si dovrà quindi occupare il prossimo parlamento?

Con la conclusione della legislatura le questioni irrisolte vengono inevitabilmente rinviate alle nuove camere.

Lei ci sarà? Si occuperà ancora di FIR?

Io sono candidato capolista di Forza Italia al Senato nel collegio Veneto 2 (Vicenza, Padova e Verona), se sarò rieletto certamente tornerò ad occuparmi degli indennizzi ai truffati delle banche, ma non sono certamente blindato, per cui ho bisogno di forte sostegno elettorale per tornare in Parlamento.