Nasce la Fondazione Human AI: imprese, ricerca e scuola per un’intelligenza artificiale etica

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Fondazione Human AI, i promotori riuniti all’Università di Macerata durante la presentazione del 19 ottobre 2026

La nuova realtà marchigiana riunisce ricerca e cinque aziende attive in informatica, sicurezza, robotica, mobilità e farmacogenetica. Il programma comprende incontri con le imprese, un tavolo regionale e una Summer School per docenti.

Nasce la Fondazione Human AI, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi e dall’associazione VRAI Lab. La presentazione si è svolta all’Università di Macerata, con l’obiettivo dichiarato di sostenere un’intelligenza artificiale che collabori con le persone e non le sostituisca.

Tra i soci fondatori figurano Apra, Pluservice, Inim Electronics, Campetella Robotics Center e Diatech Pharmacogenetics. Secondo i dati comunicati dai promotori, le cinque imprese sviluppano complessivamente 203 milioni di euro di fatturato e occupano 983 dipendenti.

La riflessione sul rapporto tra tecnologia e formazione è già presente anche nel confronto tra Federico Faggin e gli studenti dell’istituto Rossi di Vicenza. La nuova fondazione indica la comprensione dell’intelligenza artificiale come una competenza di cittadinanza da sviluppare a partire dalla scuola.

Fondazione Human AI, il programma per aziende, lavoratori e scuole

La presidenza è affidata a Oliva Alberti, amministratrice delegata di Diatech Pharmacogenetics, mentre il vicepresidente è Emanuele Frontoni, docente dell’Università di Macerata e co-direttore del VRAI Lab. La dotazione iniziale dichiarata è di 100 mila euro.

Nel primo anno sono previsti due incontri con le imprese, un tavolo con la Regione Marche e una Summer School per insegnanti. La fondazione intende occuparsi di “human AI teaming”, cioè squadre nelle quali persone con competenze ed età differenti lavorano insieme a sistemi intelligenti secondo modalità esplicite e governate.

Il comunicato richiama i dati Istat secondo cui nel 2025 il 16,4% delle imprese italiane con almeno dieci addetti utilizzava tecnologie di intelligenza artificiale. Per i promotori, il divario va affrontato valorizzando le competenze presenti nelle aziende e conservando il sapere maturato dai lavoratori con maggiore esperienza.

Un altro ambito è la “physical AI”, applicata a processi che terminano con un prodotto fisico, dalla robotica per il vino e il biomedicale alle lavorazioni artigianali. Frontoni sostiene che questi strumenti possano raccogliere e organizzare conoscenze aziendali senza trasformarsi in scorciatoie per sostituire il personale.

Sul versante scolastico, la nota cita una ricerca Indire secondo cui il 94% degli studenti delle secondarie usa l’AI almeno occasionalmente. Alberti, Frontoni e gli studiosi Mario De Caro e Benedetta Giovanola attribuiscono alla formazione e all’etica un ruolo centrale. La Fondazione Human AI dichiara quindi di voler accompagnare imprese, docenti e giovani verso un uso consapevole e responsabile della tecnologia.