
“Auguri di buon compleanno all’amico Vincenzo Forte! Grazie di cuore per il supporto fondamentale durante la campagna elettorale e per il lavoro quotidiano per il partito sul territorio, fatto con passione, serietà e spirito di servizio. Avanti insieme, con lo stesso impegno e la stessa determinazione!”: agli auguri su Instagram di Francesco Rucco, il neo eletto consigliere regionale, ci associamo anche noi ma annotando come la politica, i rapporti familiari e l’amicizia (e l’inimicizia) sembrano funzionare anche oggi come ai tempi dell’antica Roma e di tutte le dinastie.
Perché Vincenzo Forte, da sempre e dai tempi romani, è nato nel 1982, militante della destra meloniana, ha lavorato per Fratelli d’Italia e, di conseguenza, per Rucco ma, evidentemente, non lo ha fatto per Sergio Berlato, sconfitto proprio dall’ex sindaco di Vicenza ora anche vice presidente del Consiglio regionale, in attesa che gli faccia spazio sullo scranno più alto il “migrante”, verso altri lidi (magari quello di Venezia?) Luca Zaia.
Che c’entra Forte in tutto questo e perché tornare a storiche e anche bibliche lotte familiari se Davide fu combattuto dal figlio Assalonne?
Perché, prima di convertirsi a Rucco, Vincenzo Forte è arrivato a Thiene alla corte dei cacciatori e dei fan politici di Berlato, con il quale è arrivato ai vertici provinciali del partito “conquistando” per FdI, allora a trazione berlatiana, anche numerosi eletti ed elette nella lista di Rucco alle amministrative del 2018.
Bene, direte, va bene per le alleanze e la paternità professionale e politica, che nel tempo possono cambiare. Ma che c’entra Assalonne e la famiglia con Forte.
C’entra perché ha sposato la figlia di Berlato, che è nonno per suo merito.
Ma Vicenzo, ab originis romano e meloniano, alle prime avvisaglie della sua separazione da Berlato, che, a dire il vero di esponenti politici e, soprattutto, politiche ne ha lanciati tanti, salvo poi esserne tipicamente abbandonato, rispose intelligentemente a chi gli chiese ragione del suo allontanamento dal re dei cacciatori nonostante ne fosse il genero: “Io ho sposato la figlia, mica lui!”.
Eppure Berlato, quando lo candidò alle regionali del 2020″, dichiarò al CoRVeneto di aver così scritto di lui presentandolo agli oltre 7mila suoi soci vicentini dell’Associazione cacciatori, quelli del suo collegio, «Vincenzo Forte oltre che essere un nostro iscritto ed un dirigente di partito è anche marito di mia figlia Sara, la qual cosa lo rende ancora più affidabile rispetto ad altri possibili candidati».
Detto questo torniamo a fargli gli auguri di buon compleanno e a Berlato, politico attento ma a volte troppo fiducioso, ora anche nei familiari, di non fare il Davide che, sconfitto Golia, fu attaccato dal figlio e punito da Dio prima del suo pentimento dai suoi peccati.
E Rucco?
Beh, lui sogna di fare come Salomone, figlio felice di Davide ed erede al trono di… Zaia.

































