Basi Usa, stipendi a rischio shutdown: Rucco (FdI) chiede un protocollo tra Regione e banche

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Lavoratori basi USA Caserme Ederle (nell'immagine) e Del Din a Vicenza Rucco
Lavoratori basi USA Caserme Ederle (nell'immagine) e Del Din a Vicenza

Garantire il reddito dei lavoratori civili italiani impiegati nelle basi statunitensi in Veneto attraverso un “credito ponte” a tasso zero. È questo l’obiettivo della prima mozione presentata dal vicepresidente del Consiglio regionale, Francesco Rucco (Fratelli d’Italia), sostenuta dall’intero gruppo consiliare del partito di Giorgia Meloni.

L’iniziativa nasce da un problema concreto che ha colpito centinaia di famiglie solo pochi mesi fa. Tre mesi fa, infatti, il personale civile in forza alle installazioni Usa — concentrato in particolare alla Caserma Ederle e all’area Del Din di Vicenza (città nella quale Rucco è “di casa”, essendo attuale consiglieri di minoranza e, in precenza, sindaco) — si è visto accreditare lo stipendio con pesanti ritardi a causa delle dinamiche amministrative d’oltreoceano.

Il fenomeno è legato al cosiddetto “shutdown”, il blocco delle attività amministrative negli Stati Uniti che scatta quando il Congresso non approva il bilancio. Una situazione che finisce per penalizzare i dipendenti italiani, i quali, pur prestando servizio regolarmente, restano senza garanzie immediate sulla puntualità dei pagamenti.

Per risolvere l’impasse, Francesco Rucco propone di seguire l’esempio del Friuli-Venezia Giulia. In quella regione, un accordo tra l’amministrazione e il sistema del credito cooperativo ha permesso di attivare finanziamenti a tasso zero per i lavoratori colpiti dal blocco degli emolumenti, permettendo loro di far fronte alle spese quotidiane in attesa dello sblocco dei fondi Usa.

“È la mia prima mozione e la faccio a sostegno dei lavoratori”, dichiara Rucco. Il documento impegna ufficialmente la Giunta regionale a promuovere e avviare con urgenza un Protocollo d’intesa tra la Regione del Veneto e gli istituti bancari e creditizi operanti sul territorio regionale.

L’obiettivo è creare strumenti di credito “ponte” a tasso zero o fortemente agevolato. Questi strumenti dovrebbero attivarsi automaticamente in caso di pagamenti in ritardo o mancati a causa di blocchi amministrativi statunitensi, tutelando la stabilità economica dei lavoratori civili italiani.

Oltre all’intesa con le banche, la mozione chiede alla Regione di farsi portavoce del problema presso il Governo nazionale. L’intento è quello di sollecitare le autorità competenti affinché vengano individuate soluzioni strutturali definitive, evitando che i lavoratori veneti restino ostaggio delle crisi politiche di Washington.