Transizione energetica in Veneto, Rucco: “No all’ideologia, serve pragmatismo per le imprese”

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Francesco Rucco, vice presidente del Consiglio Regionale del Veneto Vicenza–Schio vicenzaoro sicurezza commercio Vicenza
Francesco Rucco, vice presidente del Consiglio Regionale del Veneto

“I dati Eurostat sulla crescita della quota di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili in Europa confermano che la transizione energetica è in atto, ma per una regione come il Veneto il tema centrale non può essere ridotto a una percentuale”. Lo dichiara Francesco Rucco, vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto, commentando i dati diffusi a livello europeo.

“Il Veneto è uno dei principali motori produttivi del Paese: manifattura, distretti industriali e piccole e medie imprese hanno un fabbisogno energetico strutturale e crescente. In questi mesi – prosegue Rucco – visitando aziende e confrontandoci direttamente con imprenditori e lavoratori, il tema che emerge con maggiore forza è il costo dell’energia e la sua instabilità, aggravata dalla dipendenza da fattori esterni e da Paesi esteri.

La transizione energetica – sottolinea l’esponente di FdI – non può essere affrontata in modo ideologico. Serve garantire competitività al nostro sistema produttivo, perché senza energia accessibile e stabile non c’è lavoro, non c’è crescita e non c’è tenuta sociale.

Il Governo sta giustamente lavorando su scelte strategiche di medio-lungo periodo, come il nucleare, che rappresenta una prospettiva fondamentale per rafforzare l’indipendenza energetica del Paese. Ma, parallelamente, a livello regionale è necessario intervenire con misure concrete e attuabili nel breve periodo.

L’energia è una priorità industriale strategica e deve camminare insieme alla sostenibilità ambientale, non in contrapposizione ad essa – conclude Rucco –. Le politiche ambientali non possono tradursi in un indebolimento del nostro tessuto produttivo: gli errori compiuti negli ultimi anni con un approccio ideologico al Green Deal dimostrano che senza pragmatismo si rischia di colpire le imprese e, con esse, il lavoro”.

Per questo – conclude Rucco – il Veneto deve lavorare su soluzioni strutturate e realistiche: autoproduzione energetica, comunità energetiche anche per le aree produttive, efficientamento e infrastrutture. Serve dunque una transizione che tenga insieme competitività, autonomia energetica e sostenibilità”.