Cosa è successo: Il 12 marzo, Franco Gabrielli, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla sicurezza nazionale, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera. Tra i temi toccati, uno di rilievo è la sicurezza informatica del Paese (fonte The Vision).

Perché è importante: Dal 24 febbraio, con l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, la priorità per i Paesi dell’Unione europea, Italia in prima linea, è trovare alternative alle forniture energetiche che arrivano dalla Russia, in particolare per quanto riguarda l’approvvigionamento di gas. Oltre al tema dell’energia e alle ripercussioni già in corso a causa dell’aumento delle bollette e del costo della benzina, l’attenzione del governo italiano è alta anche in un settore all’apparenza meno evidente, ma non per questo di secondo piano. Nell’intervista al Corriere della Sera, Franco Gabrielli, già capo della Polizia e della Protezione civile e ora sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla sicurezza nazionale, fa il punto sulla minaccia cyber alla sicurezza del Paese. Per Gabrielli, infatti, l’attenzione delle istituzioni non deve essere alta “solo per le conseguenze economiche, industriali e sociali delle sanzioni verso la Russia, ma anche nel campo della cibernetica, che sta diventando sempre più rilevante. Non a caso la Nato l’ha indicato come un quinto settore di possibile conflitto che va ad aggiungersi ai quattro classici: cielo, terra, mare e spazio”. Anche se non si sono ancora verificati attacchi informatici, Gabrielli non esclude che presto possano iniziare nei confronti dei Paesi inseriti dalla Russia nella lista dei “Paesi ostili”, tra i quali si trova anche l’Italia. Per il sottosegretario, “Segnali di crisi c’erano già prima che iniziasse la guerra, e fin da metà gennaio l’Agenzia per la cyber-sicurezza nazionale, istituita l’estate scorsa, attraverso lo Csirt (Computer security incident response team, struttura di monitoraggio interna dell’Agenzia) e il Nucleo di sicurezza cibernetica, ha svolto un efficace ruolo di coordinamento e di stimolo per tutte le amministrazioni sensibili e gli operatori di servizi essenziali con comunicazioni e alert specifici su possibili criticità”. Inoltre, così come i governi europei stanno studiando alternative ai fornitori russi in campo energetico, questo verrà fatto anche in campo informatico, a partire dagli antivirus di produzione russa, nel timore che da sistemi di protezione possano trasformarsi in punti vulnerabili della rete italiana ed europea. Per questo è in corso un piano per la loro analisi e dismissione in favore di altri operatori considerati più affidabili.

La nostra visione: Secondo Gabrielli, “Al momento non ci sono indicatori sulla volontà di spostare lo scontro sul terreno informatico, ma ciò non significa che non avverrà. Non dobbiamo farci trovare impreparati, sviluppando la nostra capacità di difesa e resilienza”. Una contromisura necessaria, considerato che ormai è chiaro l’intento del Presidente russo Vladimir Putin di decapitare il governo ucraino e conquistare Kiev, un obiettivo che potrebbe ancora richiedere settimane.