
Risanamento del bacino del Fratta Gorzone: oggi in Regione Veneto si è fatto un decisivo passo avanti con l’approvazione, da parte della Giunta regionale, dell’atto che sblocca risorse per oltre dieci milioni di euro destinate al prolungamento del collettore del Consorzio ARICA, prolungamento che permetterà di spostare lo scarico dei reflui del distretto conciario vicentino a valle dell’abitato di Cologna Veneta. In questo modo vi sarà un significativo miglioramento della qualità delle acque. L’intervento approvato oggi, su proposta dell’Assessore all’Ambiente Elisa Venturini e dell’Assessore alle Infrastrutture e Governance del sistema idrico Marco Zecchinato, ha un costo complessivo di oltre 20 milioni di euro, sostenuto per oltre 14 milioni da fondi pubblici.
L’assessore Venturini ha spiegato che il prolungamento del collettore, insieme alle altre opere già concluse previste dall’Accordo del 2017, porterà ad un significativo miglioramento ambientale del Fiume Fratta: “La realizzazione di questo progetto – ha aggiunto -, auspicato dal territorio, dimostra l’attenzione con cui la Regione sta seguendo le azioni di risanamento ambientale in quest’area”.
L’assessore Zecchinato ha messo in evidenza come prolungare il collettore ARICA oltre ad essere un intervento necessario sia anche un atto di responsabilità verso i Comuni del bacino del Fratta-Gorzone, grazie alla cui collaborazione viene data concretezza ad un’opera attesa da tempo: “È un investimento che tutela la salute dei cittadini e restituisce dignità ambientale all’area, per una gestione delle risorse idriche sempre più efficiente e sostenibile”.
L’atto approvato dovrà ora essere sottoscritto formalmente dalla Regione del Veneto, dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dagli Enti Locali e dai portatori di interesse individuati dall’accordo originario. Per assicurare la massima trasparenza e il rispetto dei tempi, la Giunta ha approvato anche il disciplinare che regola i rapporti tra la Regione, il soggetto beneficiario (Consorzio ARICA) e l’Ente d’Ambito competente, il Consiglio di Bacino “Valle del Chiampo”. L’erogazione dei finanziamenti e l’avanzamento dei lavori saranno costantemente monitorati dagli uffici regionali.
Presidente Stefani: “Impegno mantenuto con il territorio. Avanti con le opere”
Il Presidente del Veneto Alberto Stefani ha definito l’intervento approvato un passo decisivo per l’equilibrio idrico e la sicurezza del territorio in un’area che da tempo attendeva risposte: “Confermiamo l’impegno della Regione nel promuovere opere strategiche, attente all’ambiente e alle comunità locali. Grazie al prolungamento del collettore ARICA e agli interventi già realizzati nell’ambito dell’Accordo del 2017, proseguiamo nel percorso di miglioramento della qualità delle acque del Fiume Fratta, con un beneficio diretto per cittadini, imprese e territori”.
Dello stesso tenore le dichiarazioni del consigliere veronese Matteo Pressi (Stefani Presidente), che ha sottolineato l’importanza dell’intervento: “Una notizia che la popolazione del mio territorio veronese attendeva da tempoa. L’opera permetterà di spostare lo scarico dei reflui del distretto conciario vicentino a valle dell’abitato di Cologna Veneta, garantendo un significativo miglioramento della qualità delle acque. Il tutto concorrerà al miglioramento ambientale del Fiume Fratta, proseguendo le azioni di risanamento ambientale di un’area già di per sé fragile, migliorando l’azione di progressiva riduzione dell’impatto delle attività produttive sul territorio e nei Comuni afferenti al bacino del Fratta-Gorzone”.
Rucco (FdI): “Una scelta che rimette ordine dopo anni di attese”
Il vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto, Francesco Rucco (Fratelli d’Italia-Giorgia Meloni) ha definito l’approvazione della delibera sul prolungamento del collettore come un passaggio politico rilevante, non solo tecnico, in quanto dopo anni di studi, revisioni e rinvii, la Giunta della Regione Veneto ha preso una decisione e fatto ripartire un’opera strategica prevista sin dall’Accordo di Programma Quadro del 2005 tra Stato, Regione e altri enti, divenuto Accordo Novativo nel 2017. “Da allora – ha ricordato Rucco – si sono susseguiti studi di fattibilità, aggiornamenti progettuali e passaggi formali senza mai arrivare a una vera fase esecutiva”. Il vicepresidente del Consiglio regionale ha richiamato alcune date: il primo studio risale al 2010, il progetto definitivo al 2018, un ulteriore aggiornamento al 2023, tempi decisamente eccessivi per un’infrastruttura così importante per la qualità ambientale di un’area delicata. “La delibera approvata oggi, – ha proseguito Rucco – interviene su un nodo che la politica aveva il dovere di sciogliere. Spostare il punto di scarico del collettore, significa correggere una criticità strutturale: l’attuale immissione avviene in un tratto del fiume Fratta con caratteristiche artificiali e scarso ricambio idrico; il nuovo punto, invece, è collocato a valle dell’immissione dei canali Adige-Guà e Zerpano, in una sezione con maggiore portata, migliore miscelazione e condizioni ambientali più idonee a ricevere il volume di scarico. È una scelta che tiene insieme tecnica e responsabilità istituzionale”. Superata una fase di stallo anche sul piano finanziario: “Grazie all’aggiornamento dell’Accordo Novativo, reso possibile dall’intervento della Regione e del MASE, il finanziamento destinato al prolungamento del collettore sale a circa 14 milioni di euro, consentendo l’avvio delle fasi esecutive. La parte restante dell’investimento, oltre 6 milioni di euro, resta in capo ai gestori del servizio idrico, in un quadro di corresponsabilità tra istituzioni e territorio”.
Soprattutto, conclude Rucco, la delibera è il segno che quando la politica si assume le proprie responsabilità, i dossier fermi ripartono: “Il Veneto dimostra ancora una volta di saper passare dalle carte ai cantieri. Ora l’obiettivo è uno solo: tempi certi e risultati concreti, perché le opere strategiche non si annunciano, si realizzano”.

































