Gasolio di contrabbando, maxi sequestri della Guardia di Finanza tra Udine, Verona e Roma

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Operazioni della Guardia di Finanza tra Friuli, Veneto e Lazio contro le frodi sulle accise. Sequestrati oltre 90mila litri di gasolio destinati al mercato illecito.

Gasolio di contrabbando, sequestri Gdf nel nord e a Roma

Maxi operazioni della Guardia di Finanza contro le frodi nel settore dei carburanti hanno portato al sequestro di oltre 90mila litri di gasolio di contrabbando in diverse operazioni condotte tra Udine, Verona e Roma. Gli interventi si inseriscono nel più ampio piano di controlli economico-finanziari intensificati negli ultimi mesi anche alla luce delle tensioni sui mercati energetici.

Cisterna con di Gasolio di contrabbando
Cisterna con di Gasolio di contrabbando

Il sequestro tra Udine e Verona

La prima operazione è stata condotta dai militari dei Comandi provinciali della Guardia di Finanza di Udine e Verona, impegnati nel controllo economico del territorio e delle principali arterie ferroviarie.

Durante le verifiche sono stati sottoposti a ispezione alcuni vagoni ferroviari “tank container” utilizzati per il trasporto di sostanze chimiche e diretti verso il sud Italia.

Gli approfondimenti effettuati dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Udine, con il supporto dei colleghi veronesi, hanno evidenziato anomalie nella documentazione di trasporto relativa a due container. I documenti indicavano genericamente olio lubrificante proveniente dall’Est Europa destinato a un cliente bulgaro con luogo di consegna nella penisola italiana.

I controlli sul contenuto hanno invece rivelato che il prodotto presentava le caratteristiche del gasolio per autotrazione, noto come “Designer fuel”, commercializzato illecitamente in evasione di imposta.

L’operazione ha portato al sequestro di circa 64mila litri di carburante, sottratti fraudolentemente al pagamento delle accise. Le indagini proseguono ora per ricostruire la filiera dell’illecito e individuare il reale destinatario del carico.

Il blitz nei pressi di Roma

Un’operazione analoga è stata portata a termine dai finanzieri del Comando provinciale di Roma, nell’ambito dei servizi di polizia economico-finanziaria legati alle recenti tensioni sui mercati energetici.

Il sequestro è avvenuto nei pressi di Capena, dove i militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Roma hanno controllato un autoarticolato con targa straniera.

La documentazione fiscale e la lettera di vettura internazionale (CMR) indicavano il trasporto di olio industriale proveniente dalla Germania e diretto in Spagna. Tuttavia l’intenso odore di idrocarburi e alcune irregolarità nei sigilli delle cisterne hanno spinto i finanzieri ad approfondire il controllo.

Attraverso verifiche tecniche effettuate con un termodensimetro, è stato accertato che all’interno delle cisterne – contenitori in plastica da mille litri – era presente in realtà gasolio per autotrazione.

Secondo gli investigatori, l’utilizzo di contenitori mobili rappresenta una modalità tipica dei circuiti illegali, poiché facilita lo scarico in depositi non autorizzati e consente la miscelazione con additivi per far apparire il prodotto come olio industriale, eludendo così i controlli sulle accise.

L’operazione ha portato al sequestro di 26mila litri di carburante e dell’autoarticolato utilizzato per il trasporto. I due conducenti, cittadini polacchi, sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Tivoli per il reato di sottrazione all’accertamento o al pagamento delle accise e per irregolarità nella circolazione.

Contrasto alle frodi sulle accise

Le operazioni rientrano nelle attività di contrasto della Guardia di Finanza contro le frodi nel settore dei carburanti, fenomeno che provoca danni significativi alle entrate dello Stato e distorsioni della concorrenza.

Secondo gli investigatori, i prodotti energetici commercializzati illegalmente o alterati chimicamente possono rappresentare anche un rischio per l’ambiente e per la sicurezza della circolazione stradale.

Come previsto dalla normativa, per le persone coinvolte nelle indagini vale il principio della presunzione di innocenza, e la responsabilità penale potrà essere accertata solo con eventuale sentenza definitiva di condanna.