Gaza – Israele: la guerra “pacifica dei pneumatici”

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Già più di diecimila pneumatici sono già accatastati a ridosso di Israele, anche se è difficile fare una stima perché è un continuo, brucia e integra. Il pensiero comune è che sia una guerra morbida, ammesso che il termine sia concesso, non esistono guerre morbide qualunque siano i mezzi, la guerra è guerra (qui la photo gallery).

Ad Hamas, Olp & partner dopo aver provato con i tunnel (che con il tempo sono stati individuati e sono in corso d’individuazione e sistematicamente distrutti), con i razzi (che grazie a Iran Dome sono intercettati e respinti di solito al mittente), con gli attentati strage (che grazie alla barriera protettiva sono quasi cessati, barriera che tanti chiamano muro, compreso il Papa che è protetto da un muro…), con i coltelli e con ogni mezzo, non restano che i copertoni d’auto per illudere il mondo che la protesta di Hamas (perché, di fatto, non è quella del popolo di Gaza, il vero popolo di Gaza ne ha le palle piene di questi comandanti…) sia pacifica e che la reazione di Israele sia sproporzionata.

L’obiettivo ufficiale è provocare incendi che impediscano ai militari israeliani di vedere, forse “per dimostrare più pacificamente”, quello reale è invece è che il cui fumo impedisca all’esercito israeliano di vedere gli uomini di Hamas che si addentrato in territorio ebraico, non di certo con pacifiche intenzioni. E’ evidente che il rogo genererà una colonna di fumo tossico visibile a chilometri che potrebbe impedire agli uomini di IDF (Israel Defence Forces) di intercettare gli intrusi. La nube sarà dannosa per la salute perché contiene composti molto cancerogeni. Quantità tossiche potrebbero poi precipitare al suolo contaminando i terreni agricoli e le falde acquifere nella zona. Il vento potrebbe giocare a favore di Israele e intossicare i palestinesi, come già avvenuto ieri sera durante “le prove”. L’ipotesi di un imminente disastro ambientale che potrebbe ripercuotersi sia sugli abitanti di Gaza, sia sugli abitanti israeliani al confine (ebrei, drusi, cristiani e musulmani…) danneggiati dalle emissioni velenose, non hanno scoraggiato Hamas dal programma pacifico di bruciare migliaia di pneumatici.
Ieri sera mentre ricevevo le prime foto e notizie (la grande manovra incendiaria è prevista per oggi, poi siamo tutti nelle mani di D-o, scritto così perché un buon cristiano e un buon ebreo non dovrebbe mai nominarlo…), la televisione israeliana ha cominciato a comunicare notizie d’intossicati palestinesi e di risposte da parte dell’esercito israeliano agli attacchi degli schiavi di Hamas.
Le famiglie di militanti che saranno uccisi o feriti nelle prossime proteste, quando si bruceranno migliaia di pneumatici per auto, ricevono un risarcimento “provvisionale” di 3.000 dollari, secondo il listino prezzi pubblicato dal gruppo dirigente draconiano, chiariamo: defunto 3.000 dollari, ferito grave 500 dollari, moderatamente ferito 200 dollari.
Adesso per favore, i buonisti si risparmino commenti non consoni, sono bastati cinque fric francesi a penetrare il territorio italiano per scatenare un putiferio, tra l’altro nel rispetto dei trattati fra stati confinanti e Israele dovrebbe subire penetrazioni e attacchi da parte di chi cerca la guerra?