Giornata Antimilitarsita, il 2 giugno a Vicenza mobilitazione per “disarmare la guerra”

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Giornata Antimilitarsita

Anche a Vicenza, come in altre parti d’Italia, martedì 2 giugno 2026, in concomitanza con la Festa Della Repubblica è prevista una manifestazione per la “Giornata Antimilitarsita di azione diffusa”. L’evento è stato intitolato “Dal Del Din a Gaza: disarmiamo la guerra” e inizierà alle 15 e 30 in Via Ferrarin.

La mobilitazione è organizzata in coordinamento da realtà antimilitariste e pacifiste di tutta Italia e si sofferma sulla presenza di infrastrutture militari non gradite sul suolo italiano e contro la militarizzazione dei territori. Tra esse A Foras (Sardegna), Movimento No Base (Pisa e Pontedera), Movimento No Muos e Comitato No Muos/ No Sigonella Catania, Vicenza per la Palestina, Catanesi solidali con il popolo palestinese e NO F-35 Trapani-Birgi.

“In Italia – spiegano i promotori della Giornata Antimilitarsita –, le basi e le infrastrutture militari giocano un ruolo operativo: da Sigonella e Aviano partono missioni aeree e rifornimenti logistici; Capodichino coordina operazioni navali e aeree nel Mediterraneo; il sistema MUOS in Sicilia e gli hub per droni forniscono capacità di ricognizione e comando.

Contestualmente, la filiera industriale locale è coinvolta: imprese del territorio forniscono sistemi ottici, motori e componenti per mezzi e apparecchiature militari, integrando l’economia produttiva nelle reti della difesa. Questa integrazione tra infrastrutture militari e sistema produttivo locale crea forme di dipendenza economica che rendono i territori più vulnerabili e meno autonomi nelle proprie scelte di sviluppo. Un esempio della nuova dimensione strategica è la diffusione degli F-35 in Italia: hub per assemblaggio, manutenzione e addestramento (Cameri, Decimomannu, Trapani-Birgi) costituiscono una triade che concentra attività complesse su più territori, con ricadute su ambiente, rumore e uso delle risorse”.

Secondo gli organizzatori delle proteste antimilitariste vanno tenuti in conto anche impatti sul territorio, sulla salute con anche effetti sociali e territoriali di lungo periodo. Anche le infrastrutture e le grandi opere ne risentono, essendo (come ad esempio i porti, la Tav o il Ponte di Messina) utilizzati per rende più efficaci gli obbiettivi militari o essere strumentalizzati per esigenze militari

I movimenti contro la militarizzazione dei territori dichiarano che “il 2 giugno è indicato come giornata di mobilitazione diffusa. Proponiamo di costruire collettivamente una serie di azioni contro i simboli della militarizzazione dei territori: presidi, flash-mob, manifestazioni”.