Giorno della Memoria a Vicenza. Possamai agli studenti: «”Mai più” non sia solo uno slogan ma un impegno»

96
vicenza giorno della memroai intervento possamai
L'intervento del sindaco Possamai durante la cerimonia del Giorno della Memoria

Emozione e commozione questa mattina a Vicenza in piazza Matteotti, vicino all’ingresso del teatro Olimpico, dove si trova la lapide in ricordo degli ebrei deportati da Vicenza ad Auschwitz, dove si è svolta – come in tutto il Veneto e in tutta Italia –  la cerimonia celebrativa del Giorno della Memoria che commemora “la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.

Il sindaco Giacomo Possamai ha sottolineato con piacere la presenza alla commemorazione di numerosi studenti di diversi istituti superiori della città, e ha ribadito l’impegno a rinnovare ogni anno l’appuntamento con la memoria, che diventa parte integrante del dovere civile: «Ricordare – ha dichiarato – significa assumersi una responsabilità verso la storia e verso il futuro, nel rispetto delle vittime e come impegno educativo nei confronti delle giovani generazioni.» Il sindaco ha poi evidenziato come proprio in giorni difficili come quelli attuali, in un contesto internazionale segnato da forti tensioni, in cui sono a rischio anche il rispetto dei diritti umani, il dialogo e la responsabilità collettiva, è fondamentale stringerci attorno all’Europa: «Un’Europa fondata sulla cooperazione tra i popoli – ha ricordato -, sul rispetto dei diritti e sulla scelta consapevole della pace, che ha garantito a intere generazioni decenni di libertà e di convivenza. Mettere in discussione questo percorso senza consapevolezza significa correre il rischio di rivivere pagine che credevamo definitivamente superate. Il “Mai più” non è uno slogan rituale. È un impegno che va rinnovato ogni giorno».

Una rosa nelle pietre d’inciampo

Oltre al sindaco hanno parlato il prefetto Filippo Romano, che ha parlato di «una barbarie guidata da un’ideologia malata,» e Lucia Farina, nipote di Torquato e Franco Fraccon, che ha narrato la testimonianza del viaggio a Mauthausen in occasione dell’80° anniversario della morte dei fratelli Fraccon. La cerimonia si è conclusa con le parole di David Malamut rappresentante della Comunità ebraica, che ha letto una preghiera in ricordo delle vittime dell’olocausto. Poi i presenti hanno poi raggiunto i luoghi in cui si trovano le pietre d’inciampo dove gli studenti hanno letto alcuni brani scelti da ISTREVI e dove è stata deposta una rosa.

Qui il comunicato ufficiale del Comune di Vicenza