Giorno della Memoria… della Shoàh: non confonderlo con altre 161 ricorrenze ONU

Giorno della Memoria. Bergen-Belsen, Germany, 1945, Female camp guards being forced to bury the dead.
Giorno della Memoria. Bergen-Belsen, Germany, 1945, Female camp guards being forced to bury the dead.

Con l’arrivo di febbraio dovrebbero concludersi le ultime manifestazioni del Giorno della Memoria e si tornerà a respirare la solita aria di antisemitismo che questo Giorno ha finto di nascondere. Se qualcuno nutre ancora qualche dubbio e lo vuole, ingiustamente, paragonare a altro si colleghi a questo sito https://photos.yadvashem.org/ e guardi le foto. Basta con paragoni fuori tema!

Quanto questo Giorno sia strumentalizzato e violentato lo sa solo D-o. Io ho smesso di partecipare molti anni fa, quando mi sono accorta che da Giorno della Memoria è diventato Giornata di tutti quelli che amano gli ebrei solo il 27 gennaio, meglio se morti. Detto questo, non ho mai fatto pressioni verso chi non la vuole o la vuole fare, ma ho ricevuto pressioni perché mettessi a disposizione il mio contributo.

La Marcia della Memoria a Vicenza con… Cgil, Anpi e Non Dalla Guerra

Buchenwald, Germany, Prisoners in a barrack after the liberation, April 1945.

Sono basita che una Marcia della Memoria a Vicenza sia stata patrocinata dall’Ambasciata di Israele ponendo il logo a fianco di sigle come CGIL, sorta nel 1948, ANPI che non esita a sfilare con la bandiera palestinese a scapito di quella della Brigata Ebraica, reale testimone della storia, NonDalla Guerra, associazioni troppo spesso pronte allo scontro più che al confronto con Israele. Voglio sperare che il patrocinio sia stato concesso in buona fede, senza sapere quali fossero gli altri loghi accostati…

Ad Aprilia, sezione A.N.P.I. intitolata a Vittorio Arrigoni, è stato proposto un evento “affinché simili eventi non possano accadere mai più”. Tranquilli, anche se quotidianamente ci confrontiamo con tanti tipi di dolore e di violenze, nulla potrà mai essere simile a quanto accaduto agli Ebrei durante la Shoà. Relatori: Alessandro Portelli, storico, critico musicale ed anglista italiano, Salameh Ashour, docente emerito di cultura islamica e Presidente della Comunità Palestinese del Lazio, Mario Lai, Comunità di Sant’ Egidio, Elvis Martino, assessore Comune di Aprilia con varie deleghe, ma anche ben protetto in Asso Pax.

Non riesco a capire l’affinità di questi nomi con la Shoà. Mi preoccupa la caduta di stile della Comunità di Sant’Egidio, in più occasioni vicina alla Comunità Ebraica, talvolta non in sintonia, sempre in prima fila per discutere obiettivi e divergenze per poi arrivare a un filo conduttore comune. Non mi risulta poi  che Vittorio Arrigoni sia stato un partigiano che ha combattuto per l’Italia, seppure nel rispetto dovutogli, perché vita e morte di ognuno di noi meritano rispetto. Vittorio non è morto in Italia tra i partigiani per mano nazifascista, ma è stato assassinato da una delle tante fazioni palestinesi o presunte tali, da una che lui sosteneva…

Le false pietre di inciampo

Il premio del pessimo gusto va comunque alla Prof. Ezilda Pepe, preside del liceo scientifico Mangino di Pagani (Salerno) che non sa che le Pietre di Inciampo (Stolpersteie) sono una proprietà registrata dell’artista tedesco Gunter Demnig, progettate per commemorare le persone perseguitate dai nazisti tra il 1933 e il 1945 e che solo Demnig le posa.

“Falsa” pietra d’inciampo per un rifugiato morto annegato

L’iniziativa, attuata in diversi paesi europei, consiste nell’incorporare, nel selciato stradale delle città, davanti alle ultime abitazioni delle vittime di deportazioni, dei blocchi in pietra ricoperti da una piastra di ottone posta sulla faccia superiore: questa è la pietra di inciampo!

Non si può posare una pietra di inciampo, tra l’altro taroccata, in memoria di uno studente morto in mare; la correttezza vorrebbe che fosse ricordato con una targa commemorativa, magari durante la  prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, la 105ma, che sarà celebrata domenica 29 settembre 2019. Quindi quello che la professoressa ha trasmesso è molto confuso, ha legittimato un plagio, fornito agli studenti delle informazioni sbagliate, pubblicizzando in un video la “sua pietra di inciampo”!

Strumentalizzazione di fedeli della Messa in latino

Non sono sorpresa da un Comunicato dei  fedeli dell’est veronese di pertinenza berica che hanno richiesto la messa in latino a Vicenza dal 2008 al 2015 che, con molto  coraggio firmano così anonimamente: “Condividendo in pieno lo spirito dell’iniziativa, ci chiediamo se è conveniente che compaia nel sito sopracitato un corteo che nulla ha a che fare con la parata sodomita del giugno prossimo durante la quale parteciperanno molte persone da ogni dove abbigliate volutamente in maniera provocatoria e sessualmente trasgressiva: non manchiamo di rispetto alla vittime di un regime totalitario e sanguinario!”. L’integralismo è una brutta bestia e in questo caso tende ad anteporre i propri presunti valori religiosi al Valore del Giorno della Memoria.

Il Giorno della Memoria

Sarebbe opportuno prendere conoscenza di come, quando e perché è stato istituito il Giorno della Memoria. L’Italia ha formalmente istituito la giornata commemorativa, nello stesso giorno, alcuni anni prima della corrispondente risoluzione delle Nazioni Unite: essa ricorda le vittime della Shoà, delle leggi razziali e coloro che hanno messo a rischio la propria vita per proteggere i perseguitati ebrei, nonché tutti i deportati militari e politici italiani nella Germania nazista.

Le 162 giornate di Ricorrenza Onu

Si leggano e si imparino a memoria, una volta per tutte, gli articoli 1 e 2 della legge 20 luglio 2000 n. 211 che definiscono le finalità e le celebrazioni del Giorno della Memoria. L’ONU ha promosso per il 2019 ben 162 Giornate di Ricorrenza. Sceglietevi la vostra Giornata, senza opprimere il valore del Giorno della Memoria, senza appropriarvi di vittime, ricordi e dolori che non vi appartengono, architettando paragoni fuorvianti, ma che utilizzate per sponsorizzare i vostri credo politici e religiosi anziché ricordare la Memoria .

Germany, Dachau, Inmates demonstrating the taking of corpses into the crematorium.

La  Shoà non ha paragoni eguagliabili al mondo e per fortuna non ne avrà mai. Si restituisca alla Memoria il suo valore, non si violi il dolore di chi ha perso i propri cari nei campi di sterminio, si spieghi nelle scuole la storia in tutte le sue sfaccettature, senza rubare e senza accreditare nulla a nessuno!

Non ci si appropri del dolore altrui, rubandolo per fini personali e trasmettendo a studenti paragoni inaccettabili, studenti che per la giovane età e inadeguata esperienza scadono in confusione. L’onestà dovrebbe essere quella caratteristica che si mescola con onorabilità di vita, costume, coscienza ed intenzione incorretta. Senza onestà non potete spiegare la Memoria e senza onestà non potete nemmeno insegnare.

Nata a Vicenza il 25 gennaio 1954, studentessa mediocre, le bastava un sette meno, anche meno in matematica, ragazza intelligente, ma poca voglia di studiare, dicevano i suoi professori. Smentisce categoricamente , studiava quello che voleva lei. Formazione turistica, poi una abilitazione all’esercizio della professione di hostess di nave, rimasta quasi inutilizzata, un primo imbarco tranquillo sulla Lauro, un secondo sulla Chandris Cruiser e il mal di mare. Agli stipendi alti ha sempre preferito l’autonomia, ha lavorato in aziende di abbigliamento, oreficeria, complemento d’arredo, editoria e pubbliche relazioni, ha girato il mondo. A trent’anni aveva già ricostruito la storia degli ebrei internati a Vicenza, ma dopo qualche articolo, decise di non pubblicare più. Non sempre molto amata, fa quello che vuole, molto diretta al punto di apparire antipatica. Dove c’è bisogno, dà una mano e raramente si tira indietro. E’ generosa, ma molto poco incline al perdono. Preferisce la regia alla partecipazione pubblica. Frequenta ambienti ebraici, dai riformisti agli ortodossi, dai conservative ai Lubavitch, riesce nonostante il suo carattere a mantenere rapporti equilibrati con tutti o quasi. Sembra impossibile, ma si adegua allo stile di vita altrui, in casa loro, ovviamente.