Grafica Veneta, minacce e problemi del lavoro: nuove prese di posizioni di Lorenzoni (opposizione regione Veneto) e del sen. Girotto (M5S)

Grafica Veneta
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Lorenzoni (Portavoce Opposizione): “, va condannata la spirale della violenza”

I messaggi intimidatori e le minacce che sono giunte al presidente di Grafica Veneta, Fabio Franceschi, sono da condannare senza se e senza ma. Va stroncata sul nascere la spirale della violenza che chiama altra violenza”. Così il Portavoce dell’Opposizione in Consiglio regionale, Arturo Lorenzoni: “Non è giustificabile rispondere ai soprusi con altre prevaricazioni. La stella polare deve rimanere sempre la legalità.”

Lorenzoni (Portavoce Opposizione): “Il lavoro, base della nostra Costituzione, dà dignità all’uomo”

Lorenzoni su un tram
Lorenzoni su un tram

“I fatti recenti accaduti in Veneto, la morte di Simone Pacchiega, giovane operaio dipendente dell’Azienda pilota e dimostrativa di Veneto Agricoltura – Vallevecchia – e l’indagine sui lavoratori pachistani costretti a condizioni di lavoro disumane, interpellano ciascuno di noi”. Così il Portavoce dell’Opposizione in Consiglio regionale, Arturo Lorenzoni: “L’articolo uno della nostra Costituzione recita testualmente: ‘L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro’. Il lavoro, dunque, prima di ogni altra affermazione. Dà dignità alle persone e all’intera comunità e ci rende cittadini a pieno titolo del nostro Paese. Nessuno può sentirsi un cittadino se, pur volendo, non può lavorare o se è costretto a farlo in condizioni non rispettose della sua dignità. Non possiamo rassegnarci ad accettare che si possa morire per il lavoro, né che ci si debba piegare a rinunciare a vivere per lavorare. La prosperità della nostra società è tale solo se è per tutti – aggiunge Lorenzoni – e tutti siamo chiamati a fare la nostra parte perché al centro delle politiche, e delle scelte di ogni singola impresa, ci sia la dignità di ciascuno. Solo uno sforzo collettivo può far crescere la consapevolezza che ogni piccola nostra scelta, come il rifiutare un lavoro fatto in assenza delle condizioni di sicurezza, un rapporto commerciale con chi utilizza lavoratori privi di tutele contrattuali e così via, contribuisce al benessere generale. Per quanto riguarda il caporalato – conclude il Portavoce dell’Opposizione – è inaccettabile in Veneto, così come nel resto d’Italia e del mondo”.

Sfruttamento sul lavoro, Girotto (M5S): “si faccia luce sui fatti di Grafica Veneta e si agisca di conseguenza”

Senatore Gianni Girotto (M5S)
Senatore Gianni Girotto (M5S)

“Quali azioni di contrasto allo sfruttamento sul lavoro si intendono intraprendere, a partire da quelle di tutela dei diritti sindacali e della sicurezza sul lavoro, in particolare con riguardo a casi come quello che vede coinvolti la Grafica Veneta S.p.A. di Trebaseleghe (PD), maggiore stampatore italiano di libri, attualmente al centro di in un’inchiesta per grave sfruttamento dei lavoratori e caporalato, e la B.M. Services sas? È quanto chiediamo nell’interrogazione rivolta ai Ministri del Lavoro e delle politiche sociali, dell’Interno e degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, in riferimento a fatti sui quali sta indagando la Procura della Repubblica di Padova. Come riportato da diversi organi di informazione, nel maggio 2020, quando a Piove di Sacco (PD) è stato trovato un cittadino pakistano legato con le mani dietro la schiena e lesioni sul corpo chiaramente derivanti da pregresse percosse, hanno avuto inizio le indagini. In seguito a successive segnalazioni, sono emersi casi simili, in cui le vittime, sempre cittadini pakistani, erano tutte dipendenti della B.M. Services sas, società con sede in Lavis (TN) attiva nel campo del confezionamento e finissaggio di prodotti per l’editoria, di proprietà di due cittadini italiani di origine pakistana, che forniva manodopera ad alcune aziende di grosse dimensioni ubicate nel Nord Italia, tra cui Grafica Veneta S.p.A.. Dalle indagini è emerso che, nonostante i titolari della B.M. Services sas assumessero connazionali per brevi periodi stipulando regolari contratti di lavoro, nella realtà dei fatti gli operai sarebbero stati sfruttati senza alcuna tutela e sottoposti a un sistema estorsivo, con intimidazioni che si estendevano anche alle famiglie nel Paese di origine. All’epoca dei fatti, le vittime lavoravano nei locali della Grafica Veneta S.p.A. che, sempre secondo quanto emerso dalle attività investigative, aveva piena coscienza di una buona parte delle attività sopra descritte. Non solo si tratta di una barbarie, avvenuta solo perché i lavoratori coinvolti avevano espresso la volontà di rivolgersi a un sindacato per tutelare i propri diritti, ma anche di uno dei tanti casi, come ce ne sono altri, che alimenta un’economia del sommerso e dell’illegalità. Oltre a far luce sulla vicenda e valutare quali siano le azioni da mettere in campo per contrastare uno sfruttamento che non rispetta non solo i diritti dei lavoratori, ma il genere umano, ai Ministri interrogati, nell’ambito delle rispettive competenze, chiediamo anche se non sia il caso di creare un organismo consultivo che veda la partecipazione dei rappresentanti delle comunità dei migranti maggiormente esposte allo sfruttamento e all’illegalità in ambito lavorativo, e se, e come si intendano estendere, le attività investigative anche alle intimidazioni ricevute dalle famiglie dei lavoratori in Pakistan, cooperando con le autorità locali per rivelare l’eventuale rete illecita di contatti che i titolari della B.M. Services sas avrebbero nel Paese”. Così in una nota Gianni Pietro Girotto, Presidente della Commissione Industria Commercio e Turismo al Senato, commentando il testo dell’interrogazione che lo vede come primo firmatario insieme ai colleghi Orietta Vanin, Iunio Valerio Romano, Barbara Guidolin e Giovanni Endrizzi.

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Gianni Pietro Girotto

Presidente Commissione Industria, Commercio,Turismo

Senato della Repubblica

 

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