Grande Guerra, al Museo di Vicenza “Uomini come noi” sui soldati italiani e il nemico

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Museo di Vicenza e incontro sui soldati italiani e il nemico

Sabato 24 ottobre Francesco Cutolo presenta “Uomini come noi”, ricerca basata sulle testimonianze scritte dei combattenti tra il 1915 e il 1918.

Il rapporto tra i soldati italiani e il nemico nella Prima guerra mondiale sarà al centro dell’incontro in programma sabato 24 ottobre alle 16 nell’Auditorium del Museo del Risorgimento e della Resistenza di Vicenza. La partecipazione è gratuita fino a esaurimento dei posti, secondo le informazioni diffuse dal Comune di Vicenza.

Francesco Cutolo presenterà il volume “Uomini come noi. Il nemico nelle scritture dei soldati italiani. 1915-18”, pubblicato da Pacini Editore. La monografia analizza lettere, diari e altre testimonianze per ricostruire come i combattenti percepivano chi si trovava sul fronte opposto.

L’indagine considera violenza e odio, ma anche episodi di solidarietà e fraternizzazione. Il tema dialoga con le iniziative sulla memoria della Grande Guerra nel Vicentino, spostando l’attenzione dalle operazioni militari alle relazioni umane nate nelle trincee.

Soldati italiani e il nemico nelle scritture dal fronte

Il libro esamina il peso della propaganda, delle condizioni di guerra e dell’estrazione sociale e culturale dei militari. Le fonti permettono di osservare le differenze tra la rappresentazione ufficiale dell’avversario e le esperienze concrete vissute dai soldati.

Un’attenzione specifica è dedicata anche alle Prealpi e agli Altopiani vicentini. Proprio questo legame rende il lavoro di particolare interesse per il Museo, che conserva documenti e testimonianze della guerra combattuta sul territorio.

Cutolo è assegnista di ricerca in Storia contemporanea all’Università di Firenze, docente all’Università di Pisa e direttore della rivista Farestoria. A dialogare con lui sarà Daniele Pappalardo, conservatore del Museo del Risorgimento e della Resistenza.

Finalista nel maggio 2026 al premio nazionale “Renzo De Felice – Città di Rieti”, lo studio sui soldati italiani e il nemico propone così una lettura della mobilitazione culturale e dell’adesione al conflitto attraverso le parole lasciate dai protagonisti.