Meta preferita dai turisti nei week end autunnali e durante i mercatini di Natale, Grazzano Visconti è un borgo medioevale in provincia di Piacenza che desta sempre curiosità e interesse. Si tratta di un suggestivo villaggio riconosciuto “Città d’arte” dalla Regione Emilia Romagna nel 1986, dove il tempo sembra essersi fermato al Medioevo.

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Uno scorcio del borgo di Grazzano Visconti durante il periodo natalizio. Foto: Marta Cardini

La visita è particolarmente suggestiva ed è una vera e propria immersione nella storia. Di particolare interesse è il Museo delle Cere che ospita le statue di personaggi legati alla storia piacentina, le cui storie e aneddoti sono raccontati durante la visita guidata. Tra i personaggi di cera ci sono Annibale, il cartaginese che lasciò ai romani un brutto ricordo di Piacenza, Calpurnia, la moglie piacentina di Giulio Cesare, San Colombano, Francesco Petrarca, il poeta che a Vigolzone ispirò i tortelli con le code, Papa Paolo III, il “papa-papà” che segnò il destino di Piacenza, Alessandro Farnese, il condottiero dimenticato, Giulio Alberoni, il simpatico pretino che divenne Primo Ministro, Maria Luigia D’Austria, la duchessa che commosse le piacentine, Giuseppe Verdi, un grande genio della musica che si vantava di essere piacentino e Edoardo Amaldi, infaticabile ricercatore padre della fisica moderna.

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La statua di cera di Alessandro Farnese al Museo delle Cere. Foto: Marta Cardini

E’ presente poi il Museo delle Torture, piccolo ma completo, ospitato nel Palazzetto dell’Istituzione. Gli strumenti di tortura sono corredati da pannelli esplicativi. Adiacente al Museo è stata realizzata una Escape Room a tema Inquisizione.
Le casette, abitate, non sono visitabili, ma i numerosi negozietti di artigianato e souvenirs che vivono di turismo sono aperti in ogni stagione e soprattutto nei fine settimana e in occasione delle festività.

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La statua di cera di Maria Luigia d’Austria al Museo delle Cere. Foto: Marta Cardini

Mentre la Chiesa Parrocchiale dei Santi Cosma e Damiano è l’edificio più antico del paese, l’aspetto attuale è però quello dovuto ai rifacimenti del XVII secolo. All’interno la Cappella della Madonna di Lourdes con numerosissimi ex voto.
Nella Piazza del Biscione si trovano il Palazzo dell’Istituzione, l’Albergo del Biscione e il Pozzo. La Cortevecchia invece contiene il piccolo museo di attrezzi agricoli ospitati sotto il lungo portico. In centro , inoltre, sono tutte da ammirare la Statua di Aloisa e il fantasma di Grazzano Visconti.

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La statua di Francesco Petrarca al Museo delle Cere. Foto: Marta Cardini

E’ inoltre imperdibile il Castello di Grazzano e il suo parco, dalla duplice funzione abitativa e difensiva, che risale al 1395. Completamente ristrutturato e riarredato da Giuseppe Visconti di Modrone secondo il gusto eclettico dell’epoca, il castello appartiene oggi agli eredi del duca.
La magnifica dimora è visitabile da marzo a ottobre con ingresso a pagamento e visita guidata. Per gli individuali il castello è aperto nelle giornate di sabato, domenica e festivi, mentre i gruppi possono prenotare la visita nelle giornate e orari che preferiscono.
Il percorso di visita include il Cortile, le sale di rappresentanza riccamente arredate a piano terra quali il Salone d’onore, biblioteca, sala da pranzo e le camere da letto al primo piano.

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Un’abitazione gentilizia presente nel borgo. Foto: Marta Cardini

Il Parco del Castello progettato per volere di Giuseppe Visconti si estende per circa 15 ettari. E ’il luogo dedicato al relax e al divertimento, con giardino in parte all’inglese e in parte all’italiana. Ad arredare lo spazio aperto statue, vasi, colonne, fontane e, ovviamente, una gran varietà di alberi e arbusti. La casetta delle bambine sembra uscita da una favola.

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Uno degli edifici sacri presenti nel borgo. Foto: Marta Cardini

La storia di Grazzano è legata per secoli a quella della famiglia Anguissola, ma è appunto Giuseppe Visconti di Modrone, geniale e colto nobile milanese, che agli inizi del 1900 decide per la creazione di un borgo pittoresco dall’aspetto medievaleggiante. Un raro esempio di architettura revivalistica, in auge in Europa fra Otto e Novecento, coniugata alla passione per la scenografia e il costume e all’amore per le tradizioni è  ciò che permette al visitatore ancora oggi di sentirsi catapultato indietro nel tempo di almeno 700 anni.