Grillo indagato per “traffico di influenze illecite”, la stilettata di Primo Mastrantoni (Aduc): M5S e la giustizia, prima e ora

Beppe Grillo e la giustizia
Beppe Grillo e la giustizia

Troppo facile. Sarebbe troppo facile ricordare la frase di Luigi Di Maio sui politici indagati che sono colpevoli a prescindere o della richiesta di dimissioni, in cinque minuti, del ministro Angelino Alfano, perché indagato per abuso d’ufficio (accusa archiviata), o di Beppe Grillo, che chiedeva le dimissioni dell’allora sindaco di Roma, Ignazio Marino, perché indagato per abuso d’ufficio per alcune nomine, accusa poi archiviata – si legge nel comunicato che pubblichiamo a firma di Primo Mastrantoni dell’Aduc (qui altre note Associazione per i diritti degli utenti e consumatori su ViPiu.it, ndr) –.

Ora è Grillo ad essere indagato.
Per “traffico di influenze illecite”, cioè soldi.

Nella esaltazione della ghigliottina, alla quale abbiamo assistito in questi anni, noi abbiamo sempre fatto riferimento al dettato della nostra Costituzione (art.27) per la quale il cittadino è innocente fino a prova del contrario.
Vale anche per Grillo, ma valeva per Alfano, Marino e per tutti coloro che sono stati trascinati nel fango e la cui vita è stata distrutta dagli emuli di Robespierre.

Primo Mastrantoni, Aduc