
(Adnkronos) –
Soldi. O, in teoria, anche armi. Acquisto o conquista. Donald Trump vuole la Groenlandia e gli Stati Uniti sono convinti che, in un modo o nell'altro, controlleranno l'isola ritenuta fondamentale per la sicurezza nazionale americana vista la presenza ingombrante di Russia e Cina nell'Artico. Il pressing di Washington è costante e viene espresso con dichiarazioni di tutti i membri dell'amministrazione, tra annunci e indiscrezioni. L'ultima fiammata è firmata da Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, con una dichiarazione all'Afp: "Il presidente Trump ha reso noto che l'acquisizione della Groenlandia è una priorità di sicurezza nazionale per gli Stati Uniti ed è fondamentale per dissuadere i nostri avversari nella regione artica", dice Leavitt. "Il presidente e il suo team stanno discutendo diverse opzioni per perseguire questo importante obiettivo di politica estera e, naturalmente, l'utilizzo delle forze armate statunitensi è sempre un'opzione a disposizione del comandante in capo". Una simile svolta, ha fatto presente la Danimarca nel recente passato, sarebbe la fine della Nato. Nelle ultime ore fanno rumore anche le parole di Stephen Miller, uno dei principali collaboratori di Trump. "Nessuno affronterà gli Stati Uniti a livello militare per il futuro della Groenlandia. Viviamo in un mondo, nel mondo reale, governato dalla forza e dal potere. Queste sono le leggi che regolano il mondo dall'inizio dei tempi", dice alla Cnn. Miller introduce un nuovo elemento, mettendo in dubbio la sovranità della Danimarca sul territorio, definendolo una possibile "colonia danese" e chiedendo su quali basi legali l'isola appartenga a Copenaghen. La Groenlandia, pur essendo parte del Regno di Danimarca, gode di ampia autonomia e non fa parte dell'Unione Europea. La posizione di Miller non appare casuale se si considerano le indiscrezioni diffuse da The Economist. Tra un annuncio e l'altro, Washington starebbe lavorando a un possibile accordo diretto con la Groenlandia, valutando l'ipotesi di escludere proprio la Danimarca dal negoziato, nel tentativo di rafforzare l'influenza americana sull'isola artica. Washington avrebbe preso in considerazione la proposta di un "Compact of Free Association" ('Trattato di Libera Associazione"), un'intesa già utilizzata dagli Stati Uniti con alcuni piccoli Paesi del Pacifico, che consentirebbe alle forze armate statunitensi di operare liberamente sul territorio in cambio di vantaggi economici e commerciali.
L'accordo, descritto da funzionari americani come un'intesa "vantaggiosa" per la Groenlandia, garantirebbe accesso privilegiato al mercato statunitense e possibili investimenti, rafforzando al contempo la presenza strategica degli Stati Uniti nell'Artico. Secondo la testata britannica, l'amministrazione Trump avrebbe cercato contatti diretti con il governo groenlandese, senza passare da Copenaghen, incontrando finora resistenze sia da parte delle autorità locali sia da parte danese.
L'altra soluzione 'pacifica', ipotizzata dal Wall Street Journal, è l'acquisto dell'isola. La strategia sarebbe stata illustrata dal segretario di Stato Marco Rubio ai membri del Congresso Usa secondo persone a conoscenza del colloquio. "Le dichiarazioni di Rubio, rese lunedì durante una riunione a porte chiuse – scrive il 'Wall Street Journal' – , arrivano mentre la Casa Bianca ha rilasciato affermazioni sempre più bellicose riguardo al controllo dell'isola. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e alti funzionari dell'amministrazione hanno pubblicamente rifiutato di escludere la possibilità di conquistare il territorio con la forza". Le osservazioni di Rubio, rileva il 'Wsj', "sono arrivate durante una riunione tra alti funzionari dell'amministrazione con i leader del Congresso sulle operazioni per catturare il presidente venezuelano Nicolas Maduro e sui piani dell'amministrazione per il futuro del Paese. Rubio ha parlato per la maggior parte del tempo, secondo le fonti. Non è chiaro se Rubio abbia cercato di rassicurare i membri del Congresso: "Funzionari statunitensi ed europei affermano di non aver visto segnali che la Casa Bianca stia preparando un'invasione militare della Groenlandia. Durante il briefing, Rubio ha minimizzato l'idea che gli Stati Uniti possano conquistare la Groenlandia con la forza, secondo le fonti". Qualcosa, però, potrebbe cambiare a giudicare dai segnali che arrivano. La Groenlandia e la Danimarca hanno chiesto di incontrare rapidamente Rubio, dice la ministra degli Esteri del Groenlandia. "L'obiettivo della riunione è discutere le dichiarazioni significative degli Stati Uniti riguardo alla Groenlandia", scrive su Facebook Vivian Motzfeldt. "Finora non è stato possibile per il Segretario di Stato americano Marco Rubio incontrare il governo della Groenlandia; e ciò nonostante il fatto che il governo della Groenlandia e il governo danese abbiano, per tutto il 2025, richiesto una riunione a livello dei ministeri degli Esteri", aggiunge. Nelle stesse ore, il ministro degli Esteri della Danimarca, Lars Løkke Rasmussen, sottolinea che un incontro con Rubio dovrebbe "chiarire alcuni malintesi". "È giunto il momento di stabilire un contatto per ottenere un incontro con le nostre controparti americane", dice.
Sullo sfondo, l'Unione Europea batte un colpo con una dichiarazione congiunta firmata dai leader di Italia (Giorgia Meloni), Francia (Emmanuel Macron), Germania (Friedrich Merz), Polonia (Donald Tusk), Spagna (Pedro Sánchez), Regno Unito (Keir Starmer) e Danimarca (Mette Frederiksen). Nella nota i leader affermano che "la sicurezza artica rimane una priorità chiave per l'Europa e per la sicurezza internazionale e transatlantica" e sottolineano che la Nato ha chiarito che la regione artica è prioritaria, con gli Alleati europei che "stanno intensificando la presenza, le attività e gli investimenti per mantenere l'Artico sicuro e scoraggiare gli avversari". Ricordano inoltre che "il Regno di Danimarca – inclusa la Groenlandia – fa parte della Nato" e ribadiscono che "la sicurezza nell'Artico deve essere ottenuta collettivamente, insieme agli alleati della Nato", compresi gli Stati Uniti, rispettando i principi della Carta delle Nazioni Unite, tra cui la sovranità, l'integrità territoriale e l'inviolabilità dei confini: "Questi sono principi universali, e non smetteremo di difenderli". I leader evidenziano anche il ruolo degli Stati Uniti come "partner essenziale in questo impegno", sia come alleato Nato sia attraverso l'accordo di difesa tra il Regno di Danimarca e gli Stati Uniti del 1951. Ribadiscono infine che "spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere sulle questioni che le riguardano". "Il presidente Trump ritiene che la Groenlandia sia una posizione strategicamente importante, fondamentale dal punto di vista della sicurezza nazionale, ed è fiducioso che i groenlandesi sarebbero serviti meglio se protetti dagli Stati Uniti dalle moderne minacce nella regione artica", replica la Casa Bianca con la nota che la portavoce Anna Kelly invia alla Cnn.
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