Grande richiamo di visitatori per l’inaugurazione della mostra “Guido Reni a Roma”. Valter Mainetti, collezionista esperto della pittura emiliana, è ammirato nel vedere per la prima volta il dipinto “Danza Campestre’’, esposto per l’occasione

A più di trent’anni dall’ultima grande esposizione italiana, torna protagonista Guido Reni presso la Galleria Borghese dal 1 marzo al 22 maggio 2022, dove grazie ad un allestimento perfettamente inserito nell’ambiente ricco di opere d’arte della Villa, è possibile ammirare oltre trenta capolavori del maestro bolognese con importanti prestiti museali. Inoltre, viene presentato per la prima volta il dipinto “Danza campestre” (in copertina, ndr) rientrato a far parte della collezione della Galleria Borghese, dopo un fortuito ritrovamento.

“Il dipinto Danza campestre – sottolinea la direttrice Francesca Cappelletti – entra a far parte della collezione della Galleria Borghese con il numero d’inventario n. 609 e ci aiuta a conoscere meglio l’arte di questo grande artista durante il suo soggiorno a Roma quando aveva 26 anni, giovane, ma già sull’onda di una carriera brillante.”

Direttrice Francesca Cappelletti, Ministro Dario Franceschini, assessore alla Cultura Comune Roma Miguel Gator
Direttrice Francesca Cappelletti, Ministro Dario Franceschini, assessore alla Cultura Comune Roma Miguel Gator

Infatti, il dipinto era già negli antichi inventari della collezione del cardinale Scipione Borghese del 1693, fu poi venduto nel 1892 come quadro di scuola fiamminga e se ne persero le tracce fino al 2008, quando apparve sul mercato antiquario londinese come anonimo bolognese. Venne esposto al TEFAF nel marzo 2020 e riconosciuto come dipinto di Guido Reni. Così, dopo le opportune verifiche attributive, venne riacquistato dalla Galleria nel 2020, riportando così il dipinto nel suo contesto originario. L’importanza del dipinto è nell’aver spinto gli studiosi a guardare ed approfondire un altro aspetto importante nella pittura di Guido Reni: il ruolo della natura e del paesaggio all’interno dei suoi dipinti.

Pale d'altare di Guido Reni
Pale d’altare di Guido Reni

Le quattro monumentali pale d’altare lasciano il visitatore sorpreso e subito coinvolto nelle scene raffigurate, come l’emozionante “Crocefissione di San Pietro” del 1604-5. Come rileva Valter Mainetti, collezionista e presidente della Fondazione Sorgente Group: “Dai dipinti di Guido Reni emergono sempre forti le emozioni dei protagonisti, pur nell’equilibrio delle forme e nell’armonia dei colori, così come posso riscontrare anche nel San Pietro e nella Vergine in preghiera nella collezione della Fondazione.”

Apollo e Dafne del Bernini e il dipinto “Strage degli innocenti” di Guido Reni
Apollo e Dafne del Bernini e il dipinto “Strage degli innocenti” di Guido Reni

Assolutamente ben realizzato l’allestimento su strutture metalliche che ben posizionano i dipinti e soprattutto la scelta ben orchestrata tra la scena rappresentata nel dipinto e il rapporto con le opere d’arte presenti nelle sale, con l’intento riuscito di creare un’atmosfera familiare e non dissonante.

“Lot e le figlie”, proveniente dalla National Gallery di Londra, esposta nella sala con le opere di Caravaggio.
“Lot e le figlie”, proveniente dalla National Gallery di Londra, esposta nella sala con le opere di Caravaggio.

Così nella sala della scultura di Paolina Bonaparte di Canova abbiamo nella medesima gestualità “il San Pietro penitente”, alle spalle del David di Bernini si vede il dipinto “David con la testa di Golia” dagli Uffizi, poi la drammaticità dell’opera di Apollo e Dafne del Bernini viene avvicinata al vorticoso movimento e dolore della “Strage degli innocenti”, sorprendente poi il confronto dell’opera “Lot e le figlie”, proveniente dalla National Gallery di Londra, con le opere di Caravaggio.

Apollo e Dafne del Bernini e il dipinto “Strage degli innocenti” di Guido Reni
Apollo e Dafne del Bernini e il dipinto “Strage degli innocenti” di Guido Reni

Questa mostra è finalmente un’occasione per poter ammirare le opere di Guido Reni riunite in un’unica sede museale, che con la sua ricchezza può inserirle appieno nella loro temperie storica ed artistica originaria: la Roma dei principi e dei papi.

Ratto di Proserpina di Bernini e Atlanta e Ippomene di Guido Reni
Ratto di Proserpina di Bernini e Atlanta e Ippomene di Guido Reni