Domenico morto dopo trapianto, Hubert Messner (Provincia autonoma di Bolzano) difende i medici: “Protocolli seguiti alla lettera”

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Hubert Messner, assessore alla Salute della Provincia autonoma di Bolzano ed ex primario di neonatologia

L’assessore alla salute della Provincia autonoma di Bolzano ed ex primario di neonatologia, Hubert Messner, ai microfoni di Rai Südtirol ha parlato del caso di Domenico, il bambino di due anni morto a Napoli dopo che gli è stato trapiantato un cuore rivelatosi compromesso dalle modalità di conservazione.

“Confido pienamente nell’operato dei nostri collaboratori. Secondo il protocollo, essi sono responsabili dei seguenti compiti: informare i genitori disposti a donare gli organi del bambino, avvisare i centri trapianti, mantenere le funzioni degli organi fino all’espianto e supportarne il trasporto. Sono convinto che il nostro personale abbia dato il massimo”, ha detto l’assessore altoatesino, intervenendo su una vicenda che sta scuotendo l’opinione pubblica nazionale e che vede al centro delle indagini proprio le delicate fasi del prelievo e del trasferimento dell’organo.

Messner ha voluto blindare l’operato dell’equipe medica che ha gestito la fase iniziale della donazione. “Per quanto mi è dato sapere – ha proseguito – tutto si è svolto rigorosamente secondo il protocollo, ovvero come dovrebbe e come accade normalmente. Attendo l’esito delle indagini con estrema tranquillità”.

L’assessore ha poi voluto porre l’accento sul lato umano e professionale del personale coinvolto, evidenziando come la pressione di questi giorni stia gravando su tutti i soggetti della filiera. “Questa situazione è molto gravosa non solo per la famiglia disposta a donare il cuore e per quella che alla fine non ha ricevuto l’organo funzionante, ma anche per i nostri collaboratori. Il personale dà il suo meglio ogni giorno. Le speculazioni mediatiche che si susseguono da settimane rappresentano certamente un ulteriore carico”.

A supporto della propria posizione, l’esponente della Giunta provinciale di Bolzano ha ricordato lo storico della provincia in materia di trapianti, sottolineando l’eccezionalità, in negativo, di quanto accaduto a Napoli.

“In Alto Adige riscontriamo un’alta disponibilità alla donazione di organi. Negli ultimi 30 anni, che è circa l’arco di tempo di cui ho memoria professionale, non abbiamo mai avuto situazioni critiche durante il prelievo, il trasporto o il trapianto. Questa sarebbe la prima volta. Il team ha una grande esperienza e non si è mai verificato alcun caso problematico”, ha concluso l’assessore Messner.