I Marines possono decollare dalla pista del Del Din a Vicenza… Peccato per il collega di Rep, e per Trump, che la pista non ci sia più

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“La 173ma aerobrigata di Vicenza, il reparto più decorato dell’Us Army, resta l’unità di punta a cui il Pentagono dovrebbe rivolgersi per i boots on the ground da mandare in Iran nel caso lo scenario peggiorasse. Questi skysoldiers sono sempre pronti a partire e hanno combattuto ovunque, dal Vietnam all’Afghanistan: adesso possono decollare direttamente dalla pista della caserma Del Din, ristrutturata e allungata su concessione del governo Prodi nel 2007…”.

Come commentare questo passaggio nell’articolo di un noto collega di Repubblica che, paventando rischi di guerra all’Iran dall’Italia e, specificamente, da Vicenza attribuisce alla base Del Din, imposta ai vicentini da Prodi, con la benedizione, però anche di Berlusconi per non parlare di Napolitano e D’Alema, l’esistenza di una pista di decollo per giunta “allungata” quando, invece, proprio all’atto della costruzione della seconda base USA a Vicenza l’antesignano aeroporto Dal Molin, il più antico del Veneto, con annessa pista, fu semplicemente cassato dalla nuova e contrastatissima base?
L’errore grossolano, da “disinformazia”?, nasce dal fatto che il collega ha scritto l’articolo sotto le bombe dei Pasdaran e, magari, senza la possibilità di controllare la sua amnesia per assenza di Internet?

No, pensiamo proprio che poche ore fa fosse alla sua solita scrivania anche per condannare l’uso illegittimo di basi in Italia per assecondare la cupidigia del tycoon a stelle e strisce.

Ma ecco l’ipotesi assolutoria più credibile: pensava, lui, il collega di Rep, ma solo chi non fa non sbaglia…, di essere seduto a scrivania  della Sala Ovale di Trump che da lì, mentre altri lanciano missili o vengono colpiti da ordigni mortali, continua a sparare… cazzate: “l’Iran capitolerà appena arriveranno i Marines decollati dalla ciclopica pista del Del Din a Vicenza!”.

In questo caso… mai, allora.