Il Cammino dei Briganti tra l’Abruzzo e il Lazio: la riscoperta dei vecchi sentieri e della semplicità della condivisione

Cammino dei briganti
(foto Pinterest: Il Cammino dei Briganti https://camminobriganti.wordpress.com/immagini/)

Zaino in spalla con tutto il necessario, tanta voglia di camminare e scoprire e una buona compagnia. È tutto ciò che serve per un’avventura davvero speciale tra la natura e la storia di due regioni del centro Italia. Tra l’Abruzzo e il Lazio, infatti, è possibile percorrere il Cammino dei Briganti, un itinerario a piedi per vivere un’esperienza che unisce le passeggiate nella natura alla scoperta della cultura e la gastronomia del luogo.

Perché “Cammino dei Briganti”?

Prima di entrare nel vivo del percorso, una breve parentesi storica. Ci troviamo nella seconda metà dell’800, poco dopo la proclamazione del Regno d’Italia. Oltre all’entusiasmo, il progetto di unificazione incontra anche dissenso. Il Lazio e l’Abruzzo erano stati a lungo terra di confine: lo Stato Pontificio da un lato, il Regno delle Due Sicilie dall’altro. È su queste montagne a cavallo tra le due odierne regioni che si nascondono i briganti, cittadini dei regni del sud che si sono dati alla clandestinità per opporsi e lottare contro l’annessione alla nuova Italia.

Veduta_del_borgo_di_Sante_Marie inizio Cammino dei Briganti
Veduta del borgo di Sante Marie, da dove parte il percorso (foto: Wikimedia Commons)

Il percorso

Centocinquanta anni dopo, possiamo percorrere le strade e i sentieri che solcano queste terre con uno spirito ben più pacifico. Il cammino si snoda per un totale di 100km tra la Marsica e il Cicolano, regioni storiche oggi parte rispettivamente della provincia dell’Aquila e della provincia di Rieti.

Si pernotta in piccole strutture, perlopiù agriturismi gestiti da famiglie del luogo, che offrono ai camminatori tutta la propria ospitalità. Il sentiero è costituito in buona parte da vecchie mulattiere. I percorsi, dunque, non sono sempre in perfette condizioni, e la natura selvaggia può riservare spiacevoli inconvenienti se ci si fa cogliere impreparati dalle forti nevicate invernali o, al contrario, dal caldo estivo. È necessario quindi organizzare la propria esperienza in anticipo e tenere sempre in considerazione le indicazioni e i suggerimenti della guida, tra cui quelle relative al periodo di visita.

Un cammino fatto quindi anche di rinunce, dove “comodità” non è certamente la parola chiave; si viene però ripagati con un’avventura indimenticabile fatta da viste spettacolari e tanta condivisione. Lo scopo non è, infatti, macinare chilometri con l’obiettivo di raggiungere la tappa successiva, ma di godere di ogni singolo passo, del silenzio e degli incontri speciali lungo la strada.

Lago_della_Duchessa Cammino dei Briganti
Il Lago della Duchessa (Foto: Wikimedia Commons)

Le tappe

Lungo il cammino ci si imbatte in una serie di splendidi paesini, quasi tutti di fondazione medievale. Tra questi, il borgo di Sante Marie (foto sopra), inizio e fine ideale del percorso, per un totale di sette tappe da percorrere in circa sette giorni. Non mancano alcune tappe facoltative, come quella del Lago della Duchessa e del Monte Velino.

Gli appassionati dei viaggi a piedi sanno che ogni cammino che si rispetti ha la sua credenziale. Si tratta di una sorta di “passaporto”, dove è possibile apporre dei timbri per ogni tappa raggiunta, a ricordo della piccola impresa compiuta. Nel caso del Cammino dei Briganti, questa assume il nome di salvacondotto.

Molto recentemente si è discusso di un più grande progetto che comprende altre tre regioni, ampliando così il percorso: il Molise, la Campania e la Basilicata, a loro volta interessate dal fenomeno del brigantaggio negli anni dell’Unità. Lo scopo, per tutte le regioni, è di promuovere le proprie bellezze paesaggistiche, valorizzandone allo stesso tempo la memoria storica.

Aspirante giornalista, laureata con lode in Lingue presso La Sapienza di Roma. Nata a Formia nel 1998 e vissuta tra l’Abruzzo e il Lazio (con una breve parentesi in Siberia), sogno di far conoscere luoghi e storie agli altri e a me stessa. Amo scrivere, in italiano, da prima ancora di saperlo fare e amo parlare, ma nelle altre cinque lingue che studio e conosco. Non esiste ambito al mondo di cui non mi sia interessata, mi interessi o mi interesserò in futuro.