Il tema d’indagine del progetto Sexteen (La sessualità degli adolescenti. Quanti punti di vista?) è il sexting, in particolare vogliamo indagare le motivazioni che spingono i giovani, ma anche gli adulti, a inviare per mezzo dei cellulari o attraverso i social network a propri conoscenti messaggi di testo, ma soprattutto immagini e video, con esplicito riferimento sessuale di sé stessi Si tratta di un fenomeno complesso, che coinvolge non solo il sesso o, più in generale la sessualità, ma, nella fattispecie, anche la sua spettacolarizzazione, poiché ne va della diffusione di immagini personali, che, in teoria, dovrebbero restare segrete, intime, oltre a problemi legali connessi alla tutela della privacy, soprattutto se ci sono di mezzo dei minori.

Vorremmo provare ad indagare il fenomeno dal punto di vista economico, all’interno di un approccio, diremmo, di economia della sessualità, più che altro per comprendere i meccanismi legati alla domanda, cioè alla richiesta di immagini a contenuto sessuale, e all’offerta, vale a dire alla produzione concreta, alla messa a disposizione del mercato, di tale materiale, per comprenderne le motivazioni per le quali vengono prodotti e diffusi.
È oltremodo evidente, però, che la nostra società, che possiamo definire postmoderna, postindustriale, è anche la società dello spettacolo, della spettacolarizzazione delle emozioni, dei sentimenti, che ha generato una serie di consistenti modifiche all’assetto antropologico, sociologico, politico della società a partire dagli anni ’70 del secolo scorso, a partire dai centri di produzione del sapere, che poi sono i centri di produzione dei modelli di vita, dei modelli morali.
Con questa premessa possiamo comprendere meglio il meccanismo sottostante alla logica dell’economia della sessualità, infatti ci accorgiamo che la richiesta, la domanda di materiale sessuale è inesauribile, perché legata al soddisfacimento di un piacere, che deriva dal fatto che gli uomini e le donne sono diventati oggetti e soggetti di desiderio, ma questa domanda di materiale sessuale oggi si è moltiplicata considerevolmente grazie alla disponibilità a buon mercato, al suo prezzo relativamente basso di reperibilità a portata di click.
Se, invece, ci poniamo sul versante dell’offerta, se proviamo ad indagare i meccanismi sottostanti alla logica della produzione di materiale sessualmente esplicito ci accorgiamo che i loro costi di produzione ed anche i costi legati all’impiego di tecnologia sono praticamente nulli, giacché il telefono risulta già in possesso per un servizio imprescindibile, che è la comunicazione, diventata essenziale anche tra i giovani e i loro genitori.
Ma qui interviene anche un’altra questione, più specificatamente legata alla diffusione dei modelli sociali vincenti, affermati, quelli sulla cresta dell’onda, da imitare, modelli che in un certo modo mettono anche in crisi la teoria della scelta razionale, cioè quella secondo la quale il soggetto pondera le proprie scelte in base ad un computo autonomo tra costi e profitti delle conseguenze di tale scelta, poiché nella diffusione di immagini ammiccanti, sessualmente più o meno esplicite, vi è una componente emulativa, legata alla possibilità di sognare di appartenere al jet set, di contare di più a livello pubblico, di utilizzare la sfera privata, che deve restare privata, ma con la segreta idea, che solletica chiunque, che essa possa confondersi anche solo per un istante con la vita pubblica, con la sua spettacolarizzazione.

 

Michele Lucivero

Filosofo e docente di ruolo presso la scuola pubblica.

Biografia

Laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi di Bari e poi in Forme e Storia dei Saperi Filosofici presso l’Università degli Studi del Salento, dove ha conseguito anche il Dottorato di Ricerca in Etica e Antropologia. Storia e Fondazione. Ha conseguito anche il Diploma di Scienze Religiose presso l’Istituto “Italo Mancini” dell’Università degli Studi di Urbino. Abilitato all’insegnamento di Filosofia e Storia e specializzato nella Didattica per le Attività di Sostegno presso l’Università di Padova, attualmente è docente di ruolo nella scuola pubblica. Dirige con Michele Di Cintio la collana Pratiche Didattiche e Percorsi Interculturali presso la casa editrice Aracne di Roma, all’interno della quale ha pubblicato e curato diversi volumi di taglio didattico su argomenti storici, filosofici, antropologici e sociologici. Dopo aver trascorso gli ultimi dieci anni a respirare il profumo del muschio montano vicentino dal 2018 è tornato a bearsi dell’aroma della salsedine pugliese.