Sull’illuminazione pubblica di Vicenza si registra una interrogazione del consigliere comunale Raffaele Colombara del gruppo Per una Grande Vicenza, non nuovo a iniziative di questo tipo.

Il consigliere chiede all’amministrazione comunale di Vicenza “quanti sono i punti luce totali sul territorio comunale, quanti sono quelli già sostituiti con led e quanti ancora da sostituire”?

E ancora, se “il comune ha condotto una analisi volta a controllare e certificare, a nome dei cittadini contribuenti, la qualità dei lavori realizzati dal nuovo gestore. È possibile sapere se, a tal fine, è stata individuata e incaricata una figura con specifiche competenze all’interno dell’amministrazione comunale”?

Capitolo costi per i contribuenti: “L’amministrazione comunale – chiede ancora Colombara -ha già pagato la prima tranche di canone al nuovo gestore dell’illuminazione pubblica, pari a 1.682.000 euro?

Il comune – prosegue – ha versato altri importi oltre al canone concordato, a fronte di richieste del nuovo gestore, per l’adeguamento dei prezzi dell’energia o per lavori di manutenzione ordinaria o straordinaria”?

Infine alcuni aspetti tecnici: “Come giustifica l’assessore Ierardi, i cavi volanti, i collegamenti precari, i giri di nastro nero delle nuove linee che deturpano il decoro della città e dei quartieri? Quante sono le vie che sono illuminate con cavi volanti e quanto misurano complessivamente queste tratte provvisorie? Tali soluzioni abborracciate sono definitive o quando saranno sanate, con la rimozione delle linee volanti, dei nastri adesivi neri e dei collegamenti temporanei? I nuovi impianti e i nuovi corpi illuminanti sono predisposti per essere ‘dimmerati’, ovvero in grado di abbassare l’intensità luminosa per un risparmio energetico”?

Il consigliere Colonbara sostiene di aver mosso l’interrogazione al governo cittadino a causa di alcune difficoltà nel servizio tra l’altro recentemente assegnato a un nuovo gestore. Tra questi “blackout che colpiscono a macchia di leopardo la città” oltre a “precarietà e approssimazione che contraddistinguono i lavori svolti”.