
La Commissione Petizioni Ue ha scritto a enti italiani preposti, tra i quali la Provincia di Vicenza per informare di un procedimento di acquisizione di maggiori informazioni in corso circa “pressioni sulla falda acquifera di Montecchio Precalcino” in riferimento alla realizzazione dell’ormai noto progetto per un impianto di trattamento rifiuti di Silva Srl, del gruppo Ecoeridiana.
Lo rende noto l’eurodeputata vicentina Cristina Guarda, di Avs, riferendo del coinvolgimento sulla questione della Commissione UE per le petizioni. Di questa attività avevamo scritto a fine febbraio scorso (leggi: Caso Silva a Bruxelles: l’Europa tiene aperta la petizione. “Vigilanza sulle falde vicentine”).
La comunicazione resa nota dalla Guarda arriva, non a caso, alla vigilia della Conferenza dei Servizi presso l’ente provinciale che dovrà decidere circa le autorizzazioni ambientali al progetto Silva che ricade sulla ex area Safond Martini, a Montecchio Precalcino con interessamento dei comuni prossimi, Villaverla e Dueville. In questi paesi vicentini, nelle scorse ore, e sempre in attesa dell’evento decisorio di domani, la popolazione ha voluto lanciare il suo messaggio di contrarietà al progetto esponendo striscioni e cartelli (Leggi qui).
Cristina Guarda, senza giri di parole, afferma: “Sarebbe criminale approvare il progetto di un’azienda insalubre di primo grado in una zona di ricarica di falda”. E, in riferimento, a quanto dichiarato di recente dalla proprietà (ne abbiamo scritto qui) per rassicurare la popolazione, aggiunge: “Qualsiasi sistema di prevenzione venga installato, se per qualche motivo non funzionasse, la conseguente contaminazione renderebbe inutilizzabile quella falda per decenni, se non centinaia di anni”.
Conti alla mano, l’esito della Conferenza dei servizi di domani, è piuttosto incerto. Non bisogna certo dimenticare che il progetto, nel suo percorso burocratico-autorizzativo, ha già incassato due pesanti no (Ulss e Bacino). Inoltre, a causa delle molte richieste di “non decidere”, almeno fino a quando la Regione Veneto non avrà definito le aree di salvaguardia della risorsa idrica, il tavolo potrebbe anche concludersi con, appunto, un rinvio.
Sul fronte del Sì – lo ricordiamo – la proprietà (Gruppo Ecoeridiana, che controlla Silva Srl) ha, come detto, tentato di rassicurare la popolazione, anche esponendo il piano di investimenti previsti, tanto per le linee di produzione, quanto, per i sistemi di sicurezza ambientale. L’impianto di Silva a Montecchio Precalcino ha inoltre incassato l’endorsement di Assofond, associazione di fonderie di Confindustria. Quest’ultimo però ha avuto l’effetto di scatenare le critiche del mondo ambientalista e anche di qualche voce politica del vicentino.
Lato contrari, oggi, si registrano ulteriori “pressioni” sulla decisione. È il caso dei consiglieri provinciali del Gruppo Vicenza in Comune, che affermano: “Riteniamo fondamentale che domani la Conferenza dei Servizi dica un no definitivo al progetto, o al massimo rinvii la discussione finale a quando le zone di salvaguardia verranno approvate, come chiesto dall’Autorità di bacino. Questo alla luce dei pareri negativi già espressi dagli Enti preposti, e per la tutela delle preziose risorse idriche dell’area e della salute dei cittadini”.




































