
Il fronte del “No” all’impianto di rifiuti pericolosi e sanitari che Silva (Gruppo Ecoeridiana) intende realizzare nell’area dell’ex Safond-Martini si estende. I sindaci di Padova, Abano Terme, Piove di Sacco, Cona (VE) e altri 7 comuni del padovano hanno inviato lo scorso 8 gennaio 2026 una missiva urgente al presidente della Regione Alberto Stefani e all’assessora all’ambiente Elisa Venturini.
La richiesta è netta: approvare immediatamente le zone di salvaguardia dei pozzi acquedottistici nei comuni di Villaverla e Dueville. “Si applichi il principio di precauzione nell’interesse della salute pubblica e dell’ambiente”, si legge nella nota firmata dai 12 primi cittadini.
La preoccupazione dei firmatari nasce dal fatto che l’acqua che rifornisce regolarmente questi comuni è gestita da AcegasApsAmga, che preleva la risorsa idrica appena 1,5 km a sud rispetto al sito dell’impianto Silva, precisamente tra Novoledo e Dueville.
Secondo i sindaci, l’impianto risulterebbe “interferente con la zona di rispetto allargata della falda”. Già il 12 agosto 2025, l’assemblea dei Sindaci dell’ATO Bacchiglione aveva deliberato la proposta di perimetrazione di queste aree, ma la Regione Veneto deve ancora recepire ed emanare le relative prescrizioni.
I firmatari ricordano che, ai sensi del d.lgs. 152 del 2006, all’interno delle zone di salvaguardia è espressamente vietata la gestione di rifiuti e lo smaltimento di sostanze chimiche. Si tratta esattamente delle attività che la società Silva chiede di avviare ex novo nel sito di Montecchio Precalcino.
Sul caso è intervenuto anche il consigliere regionale di AVS, Carlo Cunegato, che ha sollecitato Palazzo Balbi a procedere con rapidità all’approvazione delle tutele per Villaverla e Dueville: “La Regione non può più attendere di fronte a un rischio concreto per la falda che disseta migliaia di veneti”.



































