
Questa mattina è stato inaugurato a Rovigo il nuovo Carcere minorile (Istituto Penale per i Minorenni – IPM), realizzato negli spazi dell’ex carcere maschile in via Verdi. Contemporaneamente, la Regione ha annunciato l’attivazione di un servizio finora assente sul territorio: la prima comunità socio-terapeutica ad alto impatto sanitario per minori con polidipendenze e disturbi comportamentali.
Alla cerimonia hanno preso parte il Sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari, il presidente del Veneto, Alberto Stefani, e quello del Consiglio regionale, Luca Zaia.
“Il nuovo Ipm di Rovigo è il terzo da inizio legislatura — ha dichiarato Ostellari — che inauguriamo dopo quello de L’Aquila e di Lecce. È un risultato che misura la presenza dello Stato e la risposta a un bisogno dell’intero Paese. Non è solo uno spazio detentivo, ma un luogo che coniuga perfettamente l’esecuzione della pena con la rieducazione, perché la giustizia ha senso solo se è capace di guardare al futuro. Un futuro fondato su regole certe, percorsi strutturati in spazi adeguati e sulla presenza concreta e quotidiana delle istituzioni. In luoghi come questo lo Stato dimostra di essere fermo, ma giusto”.
Il Presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, ha sottolineato l’importanza del doppio annuncio: “Oggi annunciamo due buone notizie per il Veneto. Il nuovo carcere minorile con più spazio per la formazione e la rieducazione e il centro di recupero ad alto impatto sanitario, alternativo al carcere, per minori con disagio comportamentale e polidipendenze”.
Secondo Stefani, l’obiettivo è spezzare la catena del crimine fin dal principio. Grazie a una convenzione tra Regione e Ministero della Giustizia, nascerà una struttura dedicata a casi complessi che finora non trovavano una collocazione idonea in Veneto. “Si tratta di un investimento fondamentale in sicurezza – ha proseguito Stefani – con l’auspicio di inaugurare questa nuova comunità terapeutica entro sei mesi“.
All’inaugurazione è intervenuto anche il Presidente del Consiglio regionale, Luca Zaia, che ha posto l’accento sul valore della rieducazione: “Un Istituto penale per i minorenni è il luogo in cui lo Stato tiene insieme due principi irrinunciabili: certezza della pena e possibilità concreta di cambiare strada. Se parliamo di ragazzi, la pena deve diventare un percorso obbligato di responsabilizzazione, studio e lavoro”.
Zaia ha poi richiamato la necessità di aggiornare le leggi per contrastare fenomeni come le baby gang: “Non sono bravate, sono episodi violenti che incidono sulla sicurezza. Serve continuare ad affinare le leggi per evitare che questi fenomeni diventino una cornice stabile della vita quotidiana. La rieducazione resta un pilastro, ma non può prescindere dalla responsabilità chiara: senza di essa il sistema perde credibilità”.
I numeri del nuovo Carcere minorile di Rovigo
La nuova struttura di Rovigo si sviluppa su 7.000 metri quadrati (di cui 3.000 scoperti) e dispone di 31 posti. All’interno sono presenti aree verdi, palestra, campi sportivi e laboratori creativi per le attività formative.
A regime, l’istituto ospiterà 50 agenti di polizia penitenziaria, un direttore e 10 professionisti tra educatori e funzionari amministrativi.


































