
(Adnkronos) –
Non solo influenza. Il mese di gennaio 2026 rischia di mettere a letto migliaia di italiani, complice anche il freddo intenso di questi giorni. A delineare il quadro, che va oltre l'influenza – a prescindere dalla variante K – è il professor Matteo Bassetti, direttore del reparto di Malattie infettive ospedale policlinico San Martino di Genova. Le insidie per la salute sono diverse, perché "c'è la circolazione di tantissimi virus diversi: insieme all'influenza A e B c'è la presenza di tantissimo Rsv o virus respiratorio sinciziale, rinovirus, adenovirus, e altri come il metapneumovirus umano", dice all'Adnkronos Salute. "E anche una circolazione contemporanea di tanti batteri come il pneumococco. Quindi oggi la situazione è di un aumento importante di casi di polmonite, verosimile che sarà un gennaio pesante per forme respiratorie", aggiunge. "Da un lato l'influenza che continuerà a picchiare duro, aspettiamo i dati dell'Iss ma ci sarà sicuramente un aumento dei contagi con il ritorno a scuola – avverte l'infettivologo – Sarà impegnativo l'inverno in tutto il mondo, gli Usa stanno vivendo la peggior stagione influenzale degli ultimi 25 anni. Lo stesso vale per il Sud America e per altri paesi Ue. Il 2025 è stato un anno molto pesante per la circolazione contemporanea di tanti virus". Riflettori puntati in particolare sugli Stati Uniti: "Il Cdc segnala che le visite mediche per sintomi respiratori hanno raggiunto livelli mai visti dalla fine degli anni '90. Si tratta di un anno straordinario per l’influenza, caratterizzata da livelli di attività molto elevati nella maggior parte degli stati". Secondo lo specialista genovese, "il fattore principale sembra essere legato alla variante K, che si è evoluta quel tanto che basta per aggirare le precedenti difese immunitarie, consentendogli di diffondersi rapidamente anche tra coloro che erano stati precedentemente esposti. Con oltre 11 milioni di casi e 120.000 ricoveri ospedalieri già registrati in questa stagione, le autorità sanitarie – conclude – avvertono che il Paese rimane nel pieno di una grave crisi di salute pubblica".
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