Influenza H1N1 a Vicenza: due morti in poche ore all’ospedale San Bortolo. Ulss 8: “Vaccinatevi”

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Due pazienti sono morti nel giro di poche ore a Vicenza a causa del virus A H1N1 erroneamente comunicato in un primo momento come “influenza suina”. I decessi, avvenuti all’ospedale San Bortolo, riguardano un 55enne, deceduto domenica 7 gennaio 2024, e un 47enne, morto ieri e che da giorni era in condizioni disperate.

Nel frattempo, altri tre pazienti, tra cui una donna, in condizioni molto gravi, sono ricoverati in terapia intensiva per le complicanze della patologia, come la polmonite interstiziale.

L’azienda sanitaria locale di Vicenza ha lanciato un appello a vaccinarsi quanto prima. Il virus, che si contrae come un’influenza, può essere evitato con il vaccino antinfluenzale diffuso in questa stagione.

Quanto ai decessi per influenza H1N1 a Vicenza è stata la direzione Sanità della Regione Veneto con una nota a mettere in chiaro le cose definendo “impropria” la definizione di “influenza suina”.

“Per esigenze di chiarezza – è stato spiegato – è bene quindi rendere noto che non esiste, al momento, alcun nuovo caso di influenza suina, bensì contagi da virus H1N1, alla base della normale ondata influenzale che sta coinvolgendo ampie porzioni di popolazione”.

Più nel dettaglio, viene chiarito che “l’influenza di questa stagione è caratterizzata dalla circolazione del virus H1N1 pdm09 (Pandemic disease Mexico 2009): si tratta del virus influenzale che circola in modo diffuso in tutte le stagioni influenzali dal 2009. Chiamarlo virus da ‘influenza suina’ è un retaggio mediatico che fa pensare a un virus non stagionale“.

Dalla direzione Sanità regionale spiegano inoltre che ogni anno i virus respiratori determinano un aumento dei ricoveri e della mortalità nel periodo di circolazione e, allo stato attuale, questo dato è in linea con le stagioni influenzali del periodo pre pandemico.

“Il recente report dell’Oms conferma infatti che la mortalità è sovrapponibile a quella precedente al periodo della pandemia Covid. Rimane in ogni caso importante la sorveglianza attraverso i medici di medicina generale e pediatri e la sorveglianza ospedaliera”, specificano dalla Regione Veneto.

La direzione sanitaria, al pari dell’Ussl, spinge sulla prevenzione: “Questo ceppo influenzale è contenuto nel vaccino, disponibile per i soggetti a rischio e per tutte le categorie indicate dal ministero: la vaccinazione è quindi assolutamente consigliata, anche ad un pubblico più ampio.

Rimane importante – prosegue ancora la nota – l’uso di mascherine e strumenti di protezione individuale nel caso di contagio, e negli episodi più gravi un eventuale terapia tempestiva con antivirali soprattutto, nei soggetti con condizioni di rischio, ma solo dopo attenta valutazione medica”.