
Nei primi otto mesi del 2026 le denunce sono aumentate del 2,6% e le malattie professionali del 22%. Il Pd sollecita la Regione.
Nei primi otto mesi del 2026 gli infortuni sul lavoro in Veneto hanno prodotto 47.602 denunce, il 2,6% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le segnalazioni con esito mortale sono state 75, una in meno delle 76 registrate nel 2025, mentre le malattie professionali sono cresciute del 22%, contro un incremento nazionale del 18%. I dati INAIL, elaborati da ANMIL, sono stati richiamati dai consiglieri regionali del Partito Democratico Gianpaolo Trevisi e Monica Sambo.
I due esponenti chiedono alla Regione di garantire risorse, organici e strumenti agli SPISAL e ai servizi delle ULSS incaricati di prevenzione e vigilanza. Non conta soltanto il numero delle ispezioni, sostengono, ma anche il seguito dato alle prescrizioni: tornare nelle aziende, verificare che le irregolarità siano state rimosse e individuare i problemi ricorrenti. Il tema si collega alla più ampia discussione sulla sicurezza sul lavoro e sulla capacità dei controlli.
Trevisi, presidente della commissione regionale per la Promozione della legalità, e Sambo, vicepresidente della commissione Lavoro, chiedono finanziamenti già nel prossimo bilancio. La prevenzione, affermano, diventa inefficace se gli uffici non dispongono di personale sufficiente e di un coordinamento stabile.
Infortuni sul lavoro in Veneto, formazione e responsabilità negli appalti
Un secondo fronte riguarda la formazione. Particolare attenzione viene richiesta per i lavoratori giovani alla prima esperienza, per chi cambia mansione e per le persone provenienti da altri Paesi che non hanno ancora piena padronanza della lingua italiana. La conoscenza dei diritti, delle procedure e dei rischi specifici è considerata parte essenziale della tutela.
I consiglieri richiamano inoltre appalti e subappalti. Quando nello stesso luogo operano più imprese, deve essere chiaro chi organizza il lavoro, chi controlla e chi interviene davanti a un pericolo. Anche negli affidamenti pubblici la sicurezza dovrebbe pesare nelle scelte e nelle verifiche durante l’esecuzione dei contratti.
La richiesta finale riguarda le segnalazioni interne: chi comunica l’esistenza di una macchina pericolosa o di una procedura scorretta deve ricevere una risposta tempestiva senza rischiare il posto. Per Trevisi e Sambo, la Regione deve trasformare dati e dichiarazioni in misure verificabili, capaci di ridurre concretamente incidenti e malattie professionali.





































