Procede il progetto di integrazione di lungo periodo per i rifugiati ucraini in Italia messo in campo dal Gruppo Otb e Otb foundation. Questo, prevede l’inserimento lavorativo delle prime 20 donne all’interno delle aziende del Gruppo e di altre realtà collegate nel territorio.
Si tratta del primo progetto di questo tipo nel settore moda in Italia.

“Dopo aver accolto in Italia oltre 440 rifugiati provenienti dall’Ucraina – spiega un comunicato – e aver inviato nel Paese beni di prima necessità sin dall’inizio del conflitto, OTB Foundation e il Gruppo OTB, polo della moda e del lusso internazionale che controlla i marchi Diesel, Jil Sander, Maison Margiela, Marni e Viktor&Rolf e le aziende Staff International e Brave Kid, sono attualmente impegnati in un progetto di inserimento lavorativo di lungo periodo per i rifugiati provvisti della documentazione necessaria.
Il programma è stato avviato dopo una mappatura completa da parte di OTB Foundation dei profili professionali delle persone accolte nei mesi passati, per lo più donne con bambini, e prevede l’inserimento delle prime 20 donne (di età compresa tra i 20 e i 45 anni) che hanno già ottenuto il permesso di soggiorno in Italia, e hanno dato la propria disponibilità a partecipare al progetto. I loro bambini invece sono inseriti già da oltre un mese negli asili e scuole locali.

Il percorso lavorativo partirà da un tirocinio formativo e offrirà a coloro che decideranno di restare nel nostro Paese la possibilità di un’assunzione di lungo periodo in aree come amministrazione e contabilità, uffici acquisti, stile, grafici, e servizi generali. Il Gruppo OTB sta inoltre favorendo la creazione di sinergie con realtà aziendali del territorio per la ricerca di ulteriori opportunità lavorative e l’inserimento di altri rifugiati.

Il Gruppo OTB ha aderito al progetto umanitario avviato da Camera Nazionale della Moda Italiana con l’obiettivo di favorire l’inserimento nel mondo del lavoro di rifugiati ucraini in Italia grazie al supporto delle aziende del settore”.

“Fin dai primi giorni di marzo, OTB Foundation si è attivata per portare un aiuto concreto e tempestivo a persone in situazioni terribili, in primo luogo donne e bambini”, ha dichiarato Renzo Rosso, Presidente del Gruppo OTB. “I rifugiati accolti finora hanno ricevuto sostegno e prima accoglienza, assistenza sanitaria, beni di prima necessità e un alloggio sicuro. Ma questo non basta. Bisogna guardare al futuro, e in particolare all’integrazione sociale che può dare un progetto lavorativo: come sempre, il nostro impegno non si limita a raggiungere la sussistenza, ma vuole restituire alle persone in difficoltà la dignità che passa anche dall’indipendenza economica”.

“Il progetto si inserisce nel più ampio impegno di OTB Foundation per il sostegno e l’accoglienza dei rifugiati ucraini. Dall’inizio del conflitto, la Fondazione ha inviato pullman per l’Ucraina carichi di medicinali, kit di primo soccorso e beni di prima necessità, che sono tornati in Italia con a bordo donne e minori, molti dei quali hanno meno di 10 anni. OTB Foundation si è occupata delle prime procedure sanitarie necessarie, fra cui test e vaccinazioni anti-Covid, dell’accoglienza dei rifugiati presso abitazioni private, o in alternativa fungendo da intermediaria con gli enti preposti nell’individuazione di alloggi sicuri, riuscendo così a inserire tutti i beneficiari nel circuito di accoglienza straordinaria istituito dal Ministero dell’Interno. OTB Foundation ha inoltre avviato una ricerca di figure professionali tra cui mediatori linguistici, assistenti sociali e insegnanti di lingua per organizzare corsi volti a facilitare la comunicazione e l’integrazione”.