Una profonda revisione delle intercettazioni in Italia e vigilanza rigorosa su come esse vengono diffuse attraverso i mezzi di informazione.

La pensa così Carlo Nordio, ministro della Giustizia del Governo Meloni che oggi ha comunicato le proprie linee programmatiche alla commissione Giustizia del Senato. Il titolare del dicastero ritiene che in Italia si faccia un uso improprio delle intercettazioni ormai assurte a “strumento di prova”, che “non si è mai vista una condanna inflitta sulla sola base delle intercettazioni”, ha aggiunto per poi sferrare il colpo di grazia: “Hanno costi elevati ed esiti che spesso non concludono nulla. Uno strumento micidiale di delegittimazione personale e spesso politica, oltre che una violazione blasfema dell’articolo 15 della Costituzione”.

Articolo che recita: “La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge“.

Le parole del ministro Nordio sono state accolte con entusiasmo dal senatore vicentino di Forza Italia, Pierantonio Zanettin, che è anche componente della commissione Giustizia di Palazzo Madama.

“”Ho sinceramente apprezzato la relazione del ministro Nordio – ha detto -, tutta ispirata a principi liberali e garantisti. Da applausi è stata la critica alle intercettazioni, alle degenerazioni della custodia cautelare ed al processo mediatico. Assolutamente condivisibili appaiono la severa critica all’obbligatorietà dell’azione penale, che troppo spesso oggi si risolve in un potere arbitrario e discrezionale, nonché le proposte di depenalizzazione e semplificazione della legislazione penale.

Ho apprezzato infine le riforme organizzative che il ministro Nordio intende avviare per migliorare l’efficienza degli uffici giudiziari, attraverso una sempre maggiore digitalizzazione.

Dopo la fase di oscurantismo giuridico dell’ex Ministro Bonafede, si apre davvero una stagione di speranza ispirata dai principi dell’art 27 della Costituzione (leggi qui)”.

Il senatore di Forza Italia – per professione e per ruoli istituzionali – interviene spesso da queste pagine sui temi della Giustizia. In merito, recentemente, a domanda ci aveva risposto: “Forza Italia ha una posizione assolutamente garantista e ispirata ai valori della Costituzione in materia sia di giurisdizione penale sia di quello che può essere il valore della pena. Questa nostra sensibilità la facciamo valere in particolare nella fattispecie del decreto Rave Ho anche fatto un question time con il ministro Nordio sul tema dei suicidi in carcere, un tema di cui nessuno si parla e, invece, noi vogliamo assolutamente parlarne”.