
Dopo il protocollo d’intesa per il nodo logistico della Valbasento, il sindacato chiede cantieri, investimenti produttivi e ricadute occupazionali verificabili.
Il rapporto tra Interporto di Ferrandina e lavoro è al centro della presa di posizione dell’Ugl Matera dopo il convegno “Sulle rotte dello sviluppo”, dedicato a infrastrutture, trasporti e logistica per una Basilicata più competitiva. La firma del protocollo d’intesa viene indicata come un passaggio importante per collegare la Valbasento al porto di Taranto e a una rete logistica più ampia. Il confronto è stato promosso da Confindustria Basilicata.
Pino Giordano, segretario provinciale dell’Ugl Matera, sostiene che le opere non possano essere separate dalle politiche industriali. Strade, ferrovie, piattaforme e terminali acquistano valore, osserva, quando attraggono investimenti, rafforzano il tessuto produttivo e generano occupazione stabile e qualificata. La richiesta è quindi accompagnare il protocollo con tempi certi, programmazione e capacità di coinvolgere operatori economici.
Il sindacato lega il progetto anche alla situazione occupazionale del Materano. Il riferimento è alla crisi di CallMat, che coinvolge circa 350 lavoratrici e lavoratori. ViPiù ha seguito la vertenza raccontando l’appello dei sindacati per salvare tutti i posti di lavoro. Per l’Ugl, la difesa dell’occupazione esistente deve procedere insieme alla creazione di nuove opportunità.
Interporto di Ferrandina e lavoro, la richiesta di tempi e investimenti certi
Giordano esprime apprezzamento per l’iniziativa di Confindustria Basilicata e per il coinvolgimento di istituzioni, imprese e operatori nazionali. Allo stesso tempo chiede che il protocollo non resti un punto di arrivo: il progetto dovrebbe favorire nuovi insediamenti nella Valbasento, formazione professionale e una maggiore capacità del territorio di trattenere i giovani.
La posizione del sindacato insiste sulla misurabilità dei risultati. Il successo, secondo Giordano, non dipenderà soltanto dai chilometri di ferrovia realizzati o dalla quantità di merci movimentate, ma anche dal numero di aziende attratte e dai posti di lavoro creati. L’Interporto di Ferrandina e lavoro diventano così due facce della stessa strategia: valorizzare la posizione della Basilicata nel Mezzogiorno e trasformare il potenziale logistico in sviluppo diffuso. L’Ugl dichiara la propria disponibilità a partecipare al confronto, chiedendo che imprese e istituzioni traducano gli impegni in cantieri, investimenti e percorsi occupazionali concreti.

































