Ipab, Ruzzante e Bartelle: “Regione Veneto è fanalino di coda, altro che buona amministrazione di Zaia”

Lavoratori Ipab di Vicenza
Lavoratori Ipab di Vicenza

«Siamo solidali ai lavoratori delle 110 Ipab del Veneto che questa mattina hanno manifestato (nella foto il lavoratori di Vicenza ndr) assieme alla CGIL davanti a Palazzo Balbi con lo slogan “Riforma delle Ipab non deve passare un altro anno”». Così – in una nota – i consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi E Uguali) e Patrizia Bartelle (Italia In Comune), oggi a Belluno in occasione della cerimonia che si è svolta nel Teatro Comunale alla presenza del Presidente della Repubblica.

«Condividiamo le preoccupazioni dei lavoratori rispetto alla strisciante privatizzazione del settore, alle ormai conclamate carenze di organico nelle strutture, all’utilizzo di contratti diversi dal contratto nazionale di riferimento. C’è poi la questione dell’assurdo svantaggio fiscale per le strutture pubbliche che pagano l’8,5% di Irap invece del 3,9% delle strutture private. Abbiamo più volte incalzato la Giunta Zaia su questi punti e torneremo a farlo», aggiungono i consiglieri regionali, già firmatari di interrogazioni in materia di Ipab.

«Grazie alla Giunta Zaia la nostra Regione sulle Ipab è fanalino di coda in Italia, altro che la tanto sbandierata “efficienza” di questa amministrazione. Con l’immobilismo della Giunta i servizi pubblici per gli anziani peggiorano giorno dopo giorno, proprio quando si registra un progressivo invecchiamento della popolazione. Se il servizio socio-sanitario non viene messo nelle condizioni di assorbire la richiesta di cure, è evidente che il peso ricade tutto sulle famiglie ed in particolare sulle donne. Con ripercussioni evidenti: dove aumenta il lavoro di cura familiare (dunque non pagato), diminuisce il reddito. Non a caso – concludono Ruzzante e Bartelle – in Veneto si registra un gap retributivo tra uomini e donne del 35%, con un peggioramento generale delle condizioni del lavoro femminile negli ultimi dieci anni. I part-time, ad esempio, sono aumentati dal 39% al 48%».