Si è chiusa con un cessate il fuoco mediato dall’Egitto con l’aiuto di Nazioni Unite e Qatar l’operazione di Israele Breaking Dawn contro i militanti della Jihad islamica presenti nella Striscia di Gaza, la peggiore serie di attacchi dal conflitto contro Hamas del maggio del 2021 che questa volta ha ucciso almeno 43 persone e ferito oltre 300, mentre gli israeliani si sono rifugiati nei bunker.

I morti sono palestinesi e almeno quindici sono bambini. Il gruppo militante islamico ha dichiarato di aver accettato di cessare le ostilità a partire dalle 23:30 ora locale di domenica, mentre Israele ha fatto sapere di “mantenere il diritto di rispondere con fermezza a qualsiasi violazione dell’accordo”.

In base all’accordo, Israele fermerebbe gli attacchi aerei che ha condotto a Gaza nel fine settimana e durante i quali sono stati uccisi due alti leader della Jihad islamica. Le violenze, infatti, sono cominciate venerdì, quando Israele ha ucciso Tayseer Jabari, capo delle operazioni del gruppo della Jihad islamica nella striscia di Gaza settentrionale.

Sabato, Israele ha assassinato anche Khaled Mansour, il capo delle operazioni della Jihad islamica nel sud di Gaza, in un attacco aereo che ha demolito una casa a Rafah vicino al confine con l’Egitto. In risposta, il gruppo militante ha sparato oltre 600 proiettili verso Israele, comprese le città maggiori di Tel Aviv e Gerusalemme, la stragrande maggioranza dei quali è stata intercettata dai sistemi di difesa aerea israeliani Iron Dome.

L’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito più di 140 obiettivi della Jihad islamica e di aver neutralizzato i vertici e le risorse del gruppo islamico, compresi i tunnel utilizzati dai militanti per effettuare attacchi, depositi di armi e siti di lancio di razzi. Una delegazione delle Nazioni Unite degli Emirati Arabi Uniti, che funge da rappresentante dei paesi arabi nell’organismo internazionale e ha ampliato i legami con Israele negli ultimi anni, ha formalmente presentato una mozione per convocare il Consiglio di sicurezza a nome dei palestinesi che hanno subìto l’attacco.

Fonte The Vision