La crittografia delle criptovalute e la privacy degli utenti

La tecnologia blockchain
La tecnologia blockchain
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L’avvento della tecnologia blockchain ha segnato in maniera irreversibile l’entrata in una nuova epoca per la finanza: di fatti, con essa è possibile scambiare criptovalute, ossia monete digitali il cui valore è influenzato principalmente dai meccanismi di domanda e offerta del mercato, attraverso una rete di blocchi dove ogni movimento risulta essere tracciabile e difficilmente modificabile.

A partire dalla blockchain, il settore si è evoluto sempre di più, creando prima gli Smart Contracts e, oggigiorno, si sente parlare di progetti ambiziosi che mirano a rendere interamente decentralizzata la struttura dell’interno Internet. Gli utenti, insomma, potranno depositare su nodi decentralizzati i loro file, progetti, software e quant’altro, senza paura che vadano persi e che possano venire decriptati da malintenzionati.

Insomma, il furto di dati sulla Rete sembra destinato a diventare sempre più difficile (fortunatamente, per tutti noi). Ma come possiamo applicare questo principio della privacy al mondo del trading di criptovalute?

I furti di criptovalute

Purtroppo, periodicamente spuntano notizie di presunti attacchi hacker ai danni di utenti, i quali vedono i propri risparmi in criptovalute rubati. Di fatti, la tecnologia blockchain consente questo processo senza troppi intoppi, una volta che il furto è avvenuto: ciò significa che è difficile rubare, ma una volta fatto è impossibile per il proprietario originale riavere indietro le proprie criptovalute.

Bitcoin, Ethereum, e le altre criptovalute necessitano, quindi, di essere protette con sistemi di sicurezza neanche troppo complessi, ma in grado di bloccare il 99,9% degli attacchi hacker anche grazie alla struttura stessa della blockchain e, a maggior ragione, degli Smart Contract. Si tratta di alcuni piccoli accorgimenti che possono salvare i risparmi in criptovalute, che tipicamente diventano molto maggiori nel corso del tempo rispetto all’investimento iniziale.

Vediamo ora alcuni elementi da tenere in considerazione per proteggere efficacemente le proprie criptovalute.

Come proteggersi

Ci sono due modi per custodire le criptovalute: negli hard wallet e nei soft wallet. Gli hard wallet sono dei dispositivi non connessi ad Internet, come ad esempio chiavette USB, che possono essere collegate direttamente al PC. Dagli hard wallet, è possibile trasferire le criptovalute su una piattaforma di trading al fine di venderle e ricavare un profitto.
I soft wallet, invece, sono portafogli digitali che sono collegati ad Internet. Tipicamente, una piattaforma di trading mette a disposizione dei soft wallet con i quali gli utenti possono depositare le criptovalute acquistate altrove o direttamente sulla piattaforma.

Uno dei metodi più efficaci per proteggere la propria privacy è quello di utilizzare due chiavi di sicurezza, cosa che tipicamente ogni asset già possiede per natura: chiave pubblica e chiave privata. La chiave pubblica funge da autenticazione, e garantisce che l’utente può decifrare quella transazione a patto che disponga della chiave privata, con la quale può appunto decifrare quella pubblica. La chiave privata è posseduta esclusivamente dal proprietario.

Questo sistema viene integrato già in alcune piattaforme di trading, in modo che gli utenti possano condurre operazioni senza incorrere in rischi legati alla privacy. Ad esempio, Bitcoin Evolution dispone di protocolli di crittografia avanzati che annullano i rischi legati a furti di criptomonete ed altre attività di furto dati da parte di malintenzionati cibernetici.

Bitcoin Evolution, inoltre, è una piattaforma di trading regolamentata e legittima. Pertanto, nell’improbabile caso in cui si verifichino problemi nella gestione delle criptovalute, l’utente può anche appellarsi alla legge internazionale per ottenere una garanzia aggiuntiva e tentare di riottenere le criptovalute indietro. Ciò, comunque, non dovrebbe verificarsi, data l’elevata sicurezza che Bitcoin Evolution offre per le transazioni e la custodia dei beni digitali.

Tuttavia, c’è un altro elemento di garanzia: i dati delle criptovalute sono frammentati e spediti in nodi remoti della Rete. Ciò, in realtà, non impedisce ad un hacker di intercettare tali dati, ma l’aspetto peculiare è che non può decifrarli senza la chiave privata, di cui è in possesso esclusivamente il proprietario. Dunque, il furto di dati diventa nella grandissima maggioranza dei casi inutile: senza chiave privata, il malintenzionato non può veramente farci nulla.

L’ultimo consiglio che vogliamo dare è quello di non rivelare mai la propria chiave privata a nessuno, diventando così al 100% gli unici a poter accedere ai dati.

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