“Una montagna di soldi”: Giuseppe Pietrobelli con Leonardo Nicolai alla ex Centrale col suo libro sulle ombre di Milano-Cortina 2026

Sprechi, opere incompiute e affari nascosti raccontati dal giornalista

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Olimpiadi Milano Cortina 2026
Giuseppe Pietrobelli e Leonardo Nicolai

“Una montagna di soldi. Sprechi, incompiute e affari: lo scandalo delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026″. Giuseppe Pietrobelli, già giornalista de Il Gazzettino e ora de Il Fatto Quotidiano, ha presentato martedì sera, 13 gennaio, con l’assessore Leonardo Nicolai il volume edito da PAPERFirst dedicato ai retroscena dei giochi olimpici in procinto di iniziare il prossimo 6 febbraio.

Milano Cortina 2026
Una montagna di soldi

All’appuntamento presso l’auditorium dell’edificio dell’ex Centrale del latte di Vicenza (via G. Medici, 96) che ha visto la partecipazione di oltre 30 persone, l’autore, originario di Schio, ha dibattuto con l’assessore alle Politiche Giovanili del comune di Vicenza di alcuni dei temi più contraddittori e scottanti dei Giochi Invernali, esordendo con una promessa: “Stasera non usciremo di qui felici…”.

Il libro, in vendita dallo scorso 14 ottobre, è un viaggio (“poco piacevole”) all’interno di denaro sprecato, affari poco chiari e qualche segreto celato tra le poltrone, e nasce dall’esigenza dell’autore di raccontare una narrazione diversa e più limpida rispetto a quella ufficiale.

“Il libro racconta l’assalto alla diligenza da parte delle amministrazioni locali, di cui è diventato simbolo negativo la pista da bob di Cortina, ossessione e manifestazione di potere, che costerà 125 milioni di euro e ha causato l’abbattimento di un bosco incantato ai piedi delle Tofane, per poche decine di praticanti in Italia di uno sport di nicchia”. 

Sulla pista da bob si è concentrata l’attenzione dell’autore, in particolare se correlata alla pista di Cesana Torinese costruita per le Olimpiadi di Torino 2006 distruggendo anche un saliceto, costata 110 milioni di euro e oggi chiusa. Se le opere hanno un costo improponibile, sottoliena l’autore, altrettanto lo è mantenerle in vita dopo il termine delle manifestazioni sportive.

Pietrobelli nel libro denuncia l’incoerenza politica, la mancanza di valutazione dell’impatto ambientale delle opere create, il sottovalutato impatto economico sulle tasche degli italiani, definendolo “un evento calato dall’alto”.

Il volume fa di un termine la sua bandiera: “legacy“, ovvero eredità, l’eredità che le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 lasceranno a livello ambientale e di debiti. Pietrobelli, infatti, analizza le diverse “bugie”, sostiene, legate a Milano-Cortina 2026: l’affermazione che sarebbero state “a costo zero”, mentre verranno spesi 2 miliardi per l’organizzazione, di cui 500 milioni sono stati aggiunti dal Governo per ripianare il bilancio già in rosso; la dichiarazione che non sarebbero stati costruiti nuovi impianti e che non sarebbero state necessarie infrastrutture nuove di trasporto, mentre il contribuente pagherà 5 miliardi di euro per impianti sportivi, strade e ferrovie”.

Da non sottovalutare poi l’impatto ambientale che le Olimpiadi avranno in termini di nuove opere infrastrutturali mentre le Dolomiti sono tutelate dall’Unesco. L’apparente e dichiarato ammodernamento degli impianti esistenti ha comportato in realtà la creazione di nuovi impianti e di nuovi bacini artificiali in alta quota per produrre la neve artificiale, e poi la ristrutturazione di strutture alberghiere, etc. Opere di certo non sostenibili.

Se nessun Paese le vuole fare – si chiede Pietrobelli – e se in primis a rinunciare sono state Svizzera e Norvegia, perché servono troppi soldi e provocano ingenti debiti, perché l’Italia ha detto “sì”?

Milano Cortina 2026, Giuseppe Pietrobelli, Leonardo Nicolai
Il pubblico nella sala auditorium della Ex Centrale del latte

Dopo l’intervento del neoeletto consigliere regionale Carlo Cunegato presente in sala, che ha sottolineato come si progettino spesso le opere non perché necessarie ai cittadini, ma perché si approfitta dei grandi eventi e degli ingenti investimenti legati, spazio alle domande, c’è stato si è chiesto e ha chiesto come mai c’è stato un aumento esponenziale dei costi inizialmente non preventivati, chi si è domandato il perché di un eccessivo spreco di denaro per quello che “il sistema politico vede come un investimento” ma che in realtà non risponde ai bisogni della montagna e chi del perché, se l'”ideologia delle Olimpiadi” persegue l’obiettivo di rincorrere i turisti, nessuno si preoccupa del cambiamento climatico che invece logora la montagna?

Se secondo il giornalista, i soldi creano consenso e da qui nasce il circolo vizioso, è altrettanto vero che i fatti messi in luce possono implicare un venir meno della fiducia nella classe politica.

In attesa delle previste azioni legali già annunciate a Milano…