Lega in Veneto ed elezioni, La Repubblica: “Cambio di strategia: si corre da soli”. I casi esemplari nel Vicentino

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Alberto Stefani lega veneto
Alberto Stefani

La Lega in Veneto prova a uscire dal giogo mortale di Fratelli d’Italia puntando sul territorio e strizzando l’occhio a Forza Italia. Tra la catastrofe del voto in Sardegna e il risultato poco lusinghiero in Abruzzo, il giovane segretario regionale Alberto Stefani, salviniano doc, ha deciso di cambiare totalmente strategia”.

Inizia così un articolo di Enrico Ferro su La Repubblica di oggi in edicola, nel quale si dà conto delle strategie che il Carroccio profila in vista delle prossime elezioni amministrative e, forse soprattutto, regionali che la Lega dovrà affrontare in Veneto.

Lo scorso 8 marzo – ricorda il quotidiano -, il segretario leghista ha dato il benestare ad alcune candidature “solitarie”, ovvero una scelta che premia il punto di forza del partito in regione, ovvero il radicamento nel territorio espresso dai molti sindaci e amministratori. Non una chiusura agli alleati – puntualizza la firma de La Repubblica -, ma una dichiarazione di forza a prescindere.

L’articolo, dunque, cita i casi, molti dei quali hanno a che fare con il Vicentino. “In questo contesto il caso di Bassano del Grappa è già un fatto politico. La coalizione si è formata: ne fanno parte Lega, FI e la rinata Democrazia cristiana. Assente Fratelli d’Italia, che a Bassano ha grandi aspettative, essendo la terra natia del ‘colonnello’ Elena Donazzan.

Lo stesso schema (Lega più FI) sarà riproposto anche a Montecchio Maggiore e Valdagno, dove la Lega ritiene di avere candidati forti. E forse anche a Cadoneghe e Spinea. «Arrivare a ridosso delle elezioni con candidati imposti non porta grandi risultati» spiega Alberto Stefani. E sul fronte FdI come l’hanno presa? Non benissimo”.

L’articolo, inoltre, raccoglie una prima reazione del senatore veneto e segretario regionale di FdI, Luca De Carlo: “«Mi pare chiaro come ci sia un po’ di confusione e forse un eccesso di “tattica”», commenta. «Non credo che sia una strategia per isolarci, ma una tattica per spuntare qualcosa localmente. La posizione di FdI è di lavorare per esprimere il miglior candidato e non imporre per forza quello del partito. Mi auguro che gli alleati la pensino come noi, altrimenti riconsegneremo alla sinistra tanti dei comuni dove governiamo»”.

Fonte: La Repubblica