Auditorium di Roma. 21 Gennaio 2023. Prima assemblea dell’anno per il Partito Democratico. Enrico Letta arringa la folla con la proverbiale enfasi: “hanno provato a sostituire il PD – tuona, guardando torvo una pianta di ficus benjamin, in fondo alla sala – ma non ci sono riusciti!“.

Il ficus abbozza: probabilmente gli elettori non erano pronti.
Ma il congresso permanente e costituente è così frizzante che si fatica a stargli dietro, con temi e proposte a tal punto pregni di significati, che al solo pensiero la mente vacilla.
Come il cambio del nome. Chiamiamolo partito democratico e del lavoro – propone il sindaco di Bologna, Lepore. Come acronimo viene PDL, direi che è perfetto.
Chiameremo la mozione Eterogenesi dei fini.
Ma il bello deve ancora venire, perché tra i candidati segretari in lotta è subito maretta su questioni fondamentali! La linea del partito? Le alleanze? Temi etici? Economici? Il welfare? Pinzillacchere! Si discute di come si voterà alle primarie: ai gazebo oppure online?
Roba forte, che lacera l’anima del partito. Alla fine giunge l’agognato compromesso: si potrà votare online, ma solo se impossibilitati a votare al seggio. E subito immagino la polizia morale del Nazareno controllare, occhiuta, le motivazioni espresse dagli elettori: un braccio rotto?! Scherziamo? Voto invalidato! Fosse una gamba potremmo capire, ma con un braccio rotto si va al seggio!
Già vado in solluchero pregustando un esito incerto, in cui lo scarto tra i candidati sia minimo. Ah, la meraviglia dei ricorsi e controricorsi: lo studente è fuorisede, ma anche fuoricorso! La signora non abita in una zona poi così isolata! Disabile? Ma quello ha solo il 10%, non gli danno neanche la tessera per il parcheggio! 
 
Nel frattempo i bagnini di Forzaitalia cercano di far saltare – ancora – la messa a gara delle concessioni balneari, con il pretesto della mappatura delle concessioni, manco fossero Grant e Speke alla ricerca delle sorgenti del Nilo. Ma che volete? Il Pd è impegnato in una nuova fase costituente, mica può fare… come si chiamava…? Ah, sì! Opposizione. Che brutta parola…