Lettera Ue sul Fondo risparmiatori, Brunetta e Zanettin al Ministro: “com’è possibile?”

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Di seguito pubblichiamo l’interrogazione parlamentare di Brunetta e Zanettin al Ministro dell’economia e delle finanze

I commi da 493 a 507 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, istituiscono, con una dotazione finanziaria di 525 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019-2021, e disciplinano il Fondo indennizzo risparmiatori (FIR) per i risparmiatori che hanno subìto un pregiudizio ingiusto in relazione all’investimento in azioni di banche poste in liquidazione coatta amministrativa nell’ultimo biennio, usufruendo dei servizi prestati dalla banca emittente o da società controllata.

Tuttavia la norma, in particolare per quel che riguarda il ristoro ad alcune categorie di danneggiati, ha esposto chiaramente l’Italia al rischio di una procedura per aiuti di Stato da parte dell’Unione europea. È proprio questo il punto delicato di tutta la costruzione governativa sui rimborsi: anche da notizie di stampa erano emersi, fin dalla costruzione della norma (prima che quindi questa estrasse in vigore) dubbi su presunte «manine» che avevano preparato un testo con la «bocciatura» incorporata e conseguente congelamento dei fondi, mezzo che consentirebbe la riduzione automatica del deficit;

già in un atto di sindacato ispettivo depositato in data 29 dicembre 2018, il sottoscritto interrogante aveva denunciato la questione, chiedendo al Ministro dell’economia e delle finanze se non riteneva opportuno approfondire i rischi di avvio di una procedura per aiuti di Stato in sede UE, nonché richiedere la preventiva autorizzazione della Commissione europea secondo le procedure previste dall’articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea;

lo stesso direttore generale del tesoro responsabile del dipartimento banche del Ministero dell’economia e delle finanze Alessandro Rivera, aveva più volte segnalato come si trattasse di una disposizione che poteva esporsi a rilievi in sede comunitaria: si tratta di un esperto autorevole, competente e conoscitore dei meccanismi europei, al punto da essere pienamente coinvolto nella trattativa con l’Unione europea, tenutasi a Bruxelles a metà dicembre 2018, per trovare un accordo sul bilancio 2019;

è notizia di oggi l’invio di una lettera dell’Unione europea che comunica l’incompatibilità del Fondo con la normativa comunitaria. D’altra parte, il Vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio ha liquidato la bocciatura dell’UE con un “Noi lo facciamo e basta”;

ad ogni modo, alla luce di un carteggio noto, antecedente l’approvazione della manovra economica, che già anticipava l’illegittimità della norma richiamata, come denunciato anche da un atto di sindacato ispettivo, va chiarito come sia stato possibile approvare una disposizione chiaramente contraria alla normativa comunitaria; –

se intende chiarire come sia stato possibile, in particolare per la Ragioneria dello Stato, bollinare una disposizione chiaramente illegittima e contraria alla normativa europea;

alla luce della comunicazione ricevuta dall’UE, quali sono le iniziative che il Governo intende intraprendere, anche nei confronti dell’Unione europea, rispetto alla norma dichiarata illegittima, nonchè al fine di tutelare i risparmiatori truffati.

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