Lingua veneta, Academia attacca il Pd regionale: «Sul friulano usa un doppio standard»

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lingua veneta e Pd regionale

L’associazione contesta le posizioni di Monica Sambo e Alessandro Del Bianco e richiama le politiche linguistiche sostenute dal Partito democratico in Friuli Venezia Giulia.

Il rapporto tra lingua veneta e Pd regionale torna al centro del confronto politico e culturale. L’Academia de ła Bona Creansa accusa i consiglieri regionali Monica Sambo e Alessandro Del Bianco di applicare un “doppio standard” rispetto alla tutela riconosciuta al friulano e contesta anche le valutazioni del linguista Lorenzo Tomasin. L’associazione richiama, come riferimento documentale, la carta linguistica d’Italia conservata dall’Università di Padova.

Secondo il comunicato, la presenza di varietà locali non può essere usata per negare al veneto la qualifica di lingua, poiché differenze interne esistono anche nel friulano e nel ladino. Academia sostiene che queste ultime realtà abbiano ottenuto riconoscimento e strumenti di salvaguardia senza che la loro articolazione territoriale fosse considerata un ostacolo.

La polemica riguarda soprattutto l’atteggiamento politico. L’organizzazione osserva che in Friuli Venezia Giulia esponenti del Partito democratico hanno sostenuto leggi e risoluzioni a favore della lingua friulana, mentre in Veneto il dibattito assumerebbe toni diversi. Da qui l’accusa di “glottofobia”, termine con cui l’associazione definisce una discriminazione fondata sulla lingua o sulla varietà parlata.

Lingua veneta e Pd regionale, il confronto con Friuli e ladino

Nel testo vengono citati Sambo e Del Bianco, oltre al professor Tomasin, per alcune considerazioni formulate sulla frammentazione del veneto. Academia replica richiamando gli studi di Giovan Battista Pellegrini e sottolineando che il veneto appare come un’area linguistica riconoscibile, pur nelle differenze tra veneziano, padovano e altre parlate.

La presa di posizione si colloca nel più ampio dibattito sulla tutela delle lingue regionali, già affrontato da ViPiù negli articoli dedicati alla lingua veneta. Il comunicato non propone soltanto una disputa terminologica: chiede al Pd veneto di confrontarsi con l’esperienza friulana e di valutare strumenti di valorizzazione culturale e scolastica. Resta aperto il nodo politico tra riconoscimento identitario, rigore scientifico e modalità concrete di insegnamento. Per Academia, il confronto deve evitare formule liquidatorie e misurarsi con la pluralità linguistica senza trasformarla in un argomento di esclusione.