
Luca De Carlo, senatore della Repubblica per Fratelli d’Italia, si è dimesso dal ruolo di coordinatore regionale del Veneto del partito della Meloni, che ricopriva da sei anni. “Rimarrò sempre al servizio del mio partito, ma ora ritengo esaurito il mio percorso in questo ruolo. Lascio a chi mi succederà una grande realtà che ha dimostrato di essere capace di intercettare le necessità dei cittadini veneti e italiani”, ha detto De Carlo congedandosi e annunciando di aver presentato via lettera le dimissioni a Giorgia Meloni, presidente di FdI.
“Io sono un uomo di partito, sempre fedele ai suoi valori – ha proseguito il senatore -. In questi sei anni Fratelli d’Italia è cresciuto in Italia e in Veneto risultando il primo partito alle elezioni europee e alle politiche del 2022; abbiamo raddoppiato il numero di consiglieri regionali e il numero di iscritti anche tra gli amministratori è cresciuto in maniera esponenziale. Lascio quindi un partito in ottima salute, con un leader come Giorgia Meloni riconosciuto e affermato sulla scena politica europea e mondiale. Il mio ringraziamento più sentito va ai tanti militanti che hanno accompagnato questo mio percorso con grande spirito di abnegazione, sacrificio e soprattutto convinzione. Continuerò ad essere al servizio del partito sul territorio, tra i cittadini e anche nella Commissione che mi onoro di presiedere”.
La risposta dei vertici nazionali non si è fatta attendere. Giorgia Meloni ha nominato come nuovo leader territoriale il senatore mestrino Raffaele Speranzon, con la raccomandazione di indicare come vice l’onorevole vicentino Silvio Giovine, mossa che punta a mantenere l’equilibrio tra le varie anime del partito nel territorio regionale.
Nonostante le parole di fedeltà pronunciate da De Carlo, il mondo della politica veneta è in fermento: secondo alcune fonti di stampa, infatti, circola con insistenza il sospetto che l’ex coordinatore possa essere pronto a un clamoroso cambio di casacca, con un possibile passaggio nelle fila della Lega. Se confermata, la notizia segnerebbe un terremoto negli equilibri del centrodestra veneto, proprio in vista delle prossime sfide elettorali.
































