“Il Veneto è in ginocchio- scrive nella nota che pubblichiamo Daniela Sbrollini, senatrice vicentina del Pd -. Zone intere delle nostre montagne sono distrutte. Zone bellissime dal valore turistico inestimabile. Un patrimonio naturale fonte economica importante per i comuni montani. Ho sentito amici che vivono sull’Altipiano e mi raccontano dal vivo il disastro di portata epocale. Tutti dobbiamo fare la nostra parte, indipendentemente dal ruolo. La chiamata del Governatore Zaia non resterà inascoltata. Non è una questione di bandiera o di partito. Ci tireremo su le maniche. Sul posto dobbiamo lasciare lavorare chi sa, ma noi ci daremo da fare”.
Intanto condivido la scelta del nostro segretario regionale – continua la parlamentare del Pd – che ha deciso di raccogliere fondi a favore delle popolazioni colpite dal maltempo nella nostra regione, in particolare nel Bellunese e nel Vicentino ma anche in altre zone del territorio veneto.
Domenica 11 novembre saremo in molte piazze della nostra regione con i gazebo per raccogliere fondi che faremo confluire nel conto corrente aperto dalla Regione del Veneto.
Questo è il momento per la solidarietà, al fianco delle persone, delle imprese e degli amministratori.
Poi saremo decisi ad affrontare queste temi in Parlamento.
Serve un piano straordinario a favore delle nostre montagne. Dovremo pensare ad iniziative specifiche per gli operatori della filiera agricola e turistica montana. La chiave di volta che tiene in piedi, sano e vitale, il nostro territorio montano passa per la presenza attiva degli agricoltori di altura, che storicamente conservano e curano il territorio.
Devo peraltro ricordare che il Governo ha congelato un prestito della Banca degli investimenti europea di oltre 800 milioni di euro. Erano destinati a una serie di lavori di contrasto del dissesto. Solo in Veneto sarebbero finanziati 35 interventi di cui 21 nelle zone colpite dal maltempo in questi giorni. Purtroppo ora che servono non ci sono.
Con i colleghi parlamentari noi del Pd stiamo pensando una serie di emendamenti alla legge di stabilità per destinare almeno 5 miliardi di quelli previsti per il reddito di cittadinanza agli indennizzi e ai ristori delle comunità colpite dal maltempo. Inoltre il Veneto ha bisogno di un piano straordinario di prevenzione del dissesto idrico e geologico. E’ d’altro canto ipotizzabile che, invece di dare la paghetta per stare sul divano, lo Stato metta in sicurezza il territorio, facendo investimenti strutturali e creando così posti di lavoro. Vista l’emergenza e la natura degli interventi, la Commissione europea potrebbe accettare la manovra e, come ha già fatto in occasione del terremoto in Emilia, sarebbe in grado di stanziare fondi propri”.